Femminismo

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4 Ottobre Ott 2019 1502 04 ottobre 2019

Perché Janis Joplin è diventata un'icona femminista

Il suo talento l'ha fatta emergere in un mondo profondamente sessista. Rompendo gli stereotipi e diventando uno dei simboli illuminati della lotta per l'emancipazione. Il 4 ottobre 1970 moriva la rockstar.

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Con la sua musica si è fatta interprete di un dolore che le donne si sono spesso sentite costrette a tacere. E il suo stile, libero, personale e allergico alle tendenze che riempivano le pagine delle riviste di moda, ha aiutato tante ragazze ad acquisire maggiore consapevolezza in un fascino poco convenzionale ma capace di risaltare al di là del trucco o del bel vestito. Janis Joplin non si è mai proclamata pubblicamente femminista ma, attraverso i suoi pezzi e i suoi ideali, è diventata una delle protagoniste illuminate della lotta per l’emancipazione femminile tra gli Anni 60 e 70. In occasione dell’anniversario della sua morte, il 4 ottobre 1970, abbiamo riflettuto sui motivi per cui ancora oggi viene celebrata come una delle icone del femminismo moderno.

HA DIMOSTRATO CHE LA BELLEZZA NON È QUESTIONE DI CANONI

Grazie alla metamorfosi da piccolo e timido anatroccolo di Port Arthur a maestoso e fiero pavone di Haight Ashbury, Janis Joplin ha dimostrato come tutti quei particolari fisici che la società era abituata a considerare difetti, soprattutto sulle donne, non potevano nulla davanti a un carattere fiero, un irresistibile senso dello humor e un talento fuori dal comune in grado di ammaliare le folle. Con la sua straordinaria rivoluzione personale, la cantante ha imposto una lettura nuova del concetto di bellezza, normalizzando l’acne, i chili in più e una chioma lontana anni luce da quella delle modelle nelle réclame di shampoo mandate in onda in televisione. Ma non solo: con il suo stile freak, fatto di pellicce, grossi occhiali colorati, jeans e lunghe tuniche, ha liberato le ragazze dalla gabbia di quell’eleganza a tutti i costi a cui erano state abituate dalle nonne e dalle madri. Spingendole a dimenticare a casa reggiseni e corsetti in nome di una spensieratezza che andava ben al di là dei vestiti, degli accessori o dell’aspetto esteriore.

HA TROVATO LA CHIAVE PER CANTARE LE SOFFERENZE DELLE DONNE

Il più grande pregio della musica della rockstar è stato quello di comprendere appieno il bisogno delle donne di avere canzoni che non le trattassero come oggetti sessuali ma che parlassero per loro di quella sofferenza che non avevano il coraggio o la forza di esternare. Senza trasformarla in una macchietta, senza trattarla coi guanti bianchi, ma descrivendola nella sua cruda realtà e con parole affilate come lame. E, soprattutto, invitando le dirette interessate a reagire, senza crogiolarsi dietro a uomini che non hanno saputo amarle. Proprio in quei testi, in quelle note, si nasconde il femminismo di Janis. Basta guardare a uno dei suoi successi, Piece of my heart. La canzone, apparentemente, non parla d’altro che di un cuore infranto ma è il modo in cui la cantante invita la protagonista a rispondere che fa la differenza.

Didn't I make you feel like you were the only man, well yeah

Didn't I give you nearly everything that a woman possibly can

Honey, you know I did

And each time I tell myself that I, well I think I've had enough

But what I'm gonna show you, baby, that a woman can be tough

Non ti ho fatto sentire come fossi l'unico uomo,

Non ti ho dato tutto quello che una donna può darti

Tesoro, sai che l'ho fatto

E ogni volta dico a me stessa che, beh, penso di averne avuto abbastanza

ma ti mostrerò, tesoro, che una donna può essere tosta.

Non c’è spazio per l’uomo e per il suo potere, è la ragazza a decidere in che modi e in che termini vivere l’amarezza e il rimpianto di un amore finito. Senza essere manipolata o sottomessa. Una situazione che si replica, in qualche modo, anche in Women is losers, un pezzo sull’urgente necessità di empowerment femminile come arma per contrastare i divieti della società patriarcale. E, contemporaneamente, una chiamata alle armi rivolta a tutte quelle donne che si lasciano manipolare dal sessismo di chi dice di tenere a loro ma non sa trattarle come meriterebbero.

HA SCONFITTO GLI STEREOTIPI NEL MONDO DELLA MUSICA

In un mondo, come quello musicale, fatto di maschilismo e figure di potere rigorosamente in giacca e cravatta, Janis ha sconfessato tutti gli stereotipi, è salita sul palcoscenico e ha impugnato il microfono. Senza inibizioni, senza pudore, lasciandosi trasportare dalle emozioni. A differenza di buona parte delle sue colleghe, non ha fatto affidamento sulla professionalità dei produttori e ha lottato per costruire la sua immagine di artista in totale autonomia. Conquistando, così, una fama che le ha consentito di scombinare le regole del gioco e di dimostrare come una donna fosse molto di più che una casalinga o una segretaria.

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