28 Settembre Set 2019 0830 28 settembre 2019

Natalia Goncharova in mostra a Firenze dal 28 settembre

Fino a gennaio 2020 Palazzo Strozzi dedica una retrospettiva all’artista russa, in collaborazione con la Tate Gallery di Londra. È la prima volta in Italia.

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Natalia Goncharova Palazzo Strozzi Firenze 4

Pittrice, ma anche costumista, scenografa, decoratrice, grafica, ballerina, nonché attrice e artista performativa già a inizio Novecento. Natalia Goncharova è la prima artista donna della modernità cui Palazzo Strozzi dedica una mostra, che a sua volta è la prima personale di cui sia mai stata protagonista in Italia. Curata da Ludovica Sebregondi e realizzata in collaborazione con la Tate Gallery di Londra, si intitola 'Natalia Goncharova - Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso' e nasce con l’obiettivo di raccontare al vita di una figura femminile, oggettivamente, straordinaria.

GLI STUDI E L'INCONTRO CON LARIONOV

Nata nel 1881 nell’oblast di Tula, Natalia Goncharova è stato sinonimo di Avanguardia. Venuta al mondo in uno Stato, la Russia, che addirittura vietava alle donne di dipingere icone sacre, frequentò la Scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, dove conobbe il pittore e compagno di vita Michail Larionov: insieme furono i principali animatori del gruppo avanguardista Zolotoe runo. Iniziò a esporre i propri lavori a partire dal 1903, rivelando ben presto il suo interesse per la pittura degli impressionisti e dei fauves, dando successivamente vita al collettivo ‘Fante di quadri’. Senza mai dimenticare la tradizione artistica del suo Paese, visto che nello stesso periodo si dedicò alla pittura di icone sacra.

IN GIRO PER L'EUROPA

Come detto, per lei fu sempre forte il richiamo dell’avanguardia. Via via si avvicinò infatti ai nuovi principi del futurismo, russo in particolare, diventando un'esponente di spicco del raggismo. Sperimentò molto, e rischiò altrettanto. In patria fu la prima donna ad aver esposto dipinti di nudi e per questo fu processata. Fu anche accusata di blasfemia, nello stesso periodo. Sfidò i benpensanti passeggiando per le vie di Mosca il corpo dipinto (bodypainting, lo avrebbero chiamato poi). Ma nel 1913 si prese la soddisfazione di essere la prima artista protagonista di una personale, nella stessa città. Visse liberamente la sua storia d’amore con Mikhail Larionov, viaggiando ed esponendo con lui in tutta Europa: Monaco, Berlino, Londra e Parigi, dove si stabilirono a partire dal 1914. Condivisero una vita intera, ma si sposarono solo nel 1955, dunque in tarda età (erano coetanei), e solo per tutelare il loro lavoro comune.

LE SUE TANTE FORME D'ARTE

Con il passare degli anni, Natalia Goncharova abbracciò sempre più forme d’arte: si cimentò come attrice, diventando la prima donna a ballare il tip tap in un film, dedicandosi anche all’illustrazione di libri e alla decorazione teatrale. Anticonformista in una società fortemente conservatrice, non ebbe timore a dichiararsi femminista: «Dovete credere di più in voi stesse, nei vostri sforzi e nei vostri diritti prima del genere umano e di Dio; credete che tutti, donne comprese, hanno un intelletto a forma e immagine di Dio». Morì nel 1962, due anni prima del suo Michail, passando alla storia come un’artista scandalosa. Una fama che in qualche modo la ‘perseguita’ ancora oggi: recentemente, un suo nudo è stato infatti censurato da Instagram.

130 DIPINTI IN MOSTRA

La mostra di Palazzo Strozzi, che vuole esaltare la poliedricità di Goncharova, raccoglie 130 quadri, da ‘Autoritratto con gigli gialli' a 'Contadini che raccolgono mele', fino al polittico della 'Mietitura' e ai dipinti con soggetti nudi che la portarono a processo per oscenità. Un viaggio tra la campagna russa, Mosca e Parigi, tra Oriente e Occidente, tra tradizione e innovazione, dove non manca tra l’altro un confronto con le opere di Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso e Umberto Boccioni, alla scoperta di un’artista che ha avuto un ruolo fondamentale nelle avanguardie del suo Paese.

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