21 Settembre Set 2019 1141 21 settembre 2019

Chi è Federica Gasbarro, la Greta Thunberg italiana

È stata scelta dall'Onu come unica rappresentante del nostro Paese allo Youth Summit. A New York presenta il suo progetto contro il riscaldamento globale. 

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federica gasbarro

C’è chi manifesta il proprio interesse per il pianeta con slogan e proclami sui social e chi, invece, scende in piazza ogni venerdì e, con coraggio e determinazione, prova a cambiare qualcosa. Federica Gasbarro rientra, senza dubbio, nella seconda categoria. Laureanda in Scienze Biologiche, la 24enne portavoce del movimento romano dei Fridays for Future è l’unica italiana ad essere stata scelta per presenziare allo Youth Summit del 21 settembre, il vertice organizzato dall’ONU e riservato agli attivisti più giovani impegnati nella lotta contro i cambiamenti climatici.

L’ESEMPIO DI GRETA

Nonostante la sua famiglia le abbia da sempre trasmesso un particolare amore per la natura che, dopo la scuola, ha scelto di continuare a coltivare con i suoi studi universitari, è stata Greta Thunberg a spingere Federica ad abbracciare più seriamente la causa ambientalista. «Era un progetto giovane, realizzato da ragazzi, completamente apartitico», ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera: «Così ho deciso di unirmi al movimento e dare il mio contributo». Forte delle sue convinzioni e dei suoi ideali, ha iniziato a marciare assieme a poco più di dieci persone. In Italia la protesta era appena iniziata e nessuno mai avrebbe pensato che, di lì a poco, le piazze sarebbero state invase da più di 30 mila giovanissimi manifestanti. Grazie a un efficace passaparola e a una fitta rete di contatti tra scuole e università della Capitale.

IL SUMMIT DELL'ONU COME RISCATTO

La selezione al summit Onu è stata, più che una vittoria, un vero e proprio riscatto. Qualche anno fa, infatti, la studentessa marsicana aveva provato a sostenere i test di Medicina e il fatto che non fossero andati bene non era stato così facile da accettare. Il destino, però, aveva ben altri piani per lei. E, presto o tardi, quel boccone amaro si sarebbe trasformato in un green ticket direzione New York e in un posto riservato su un volo completamente carbon neutral. Oltre che nell’opportunità di presentare il suo progetto per depurare l’aria dall’anidride carbonica come soluzione creativa al surriscaldamento globale. E pensare che tutto era partito da un pomeriggio di luglio e da un modulo sul sito dell’Organizzazione delle Nazioni Unite compilato senza particolari aspettative.

UNA LUNGA LISTA DI OBIETTIVI

Più che di vestiti, la 24enne ha riempito i bagagli di obiettivi. Su tutti quello di poter prendere parte a un dialogo inclusivo e intergenerazionale che possa mettere le basi per una serie di interventi concreti. E che, soprattutto, la faccia tornare in Italia con conoscenze e suggerimenti da mettere a disposizione dei ragazzi che, come lei, vogliono prendere in mano la situazione e non assistere immobili al tracollo provocato dall'incuria dell'uomo.

IL CAMBIAMENTO PASSA ATTRAVERSO L’EDUCAZIONE

A chi sostiene che la gioventù italiana non abbia voglia di far nulla, Federica risponde che la partecipazione ai Fridays for Future dice decisamente il contrario. Nonostante siano stati tanti i coetanei che non hanno capito la serietà dell’impegno: «Mi è capitato di scendere in piazza e vedere gruppi di ragazzi ridere del nostro sciopero», ha raccontato in un’intervista a Onu Italia.com, «Mi domando sempre perché, invece che chiedersi: 'Come mai i miei coetanei sono in piazza a manifestare’, c’è gente che ride guardandoci». E quale potrebbe essere, quindi, per lei la formula magica per convincere anche i più reticenti della serietà del problema e, soprattutto, dell’efficacia della protesta? Anche su questo non tentenna e sembra avere idee chiarissime: «Il cambiamento può avvenire solo e soltanto attraverso l’educazione ambientale e civica. E non tanto tramite la famiglia, perché molte non hanno conoscenza del cambiamento climatico. Dovranno essere le scuole a educare i ragazzi e, a loro volta, i ragazzi penseranno a educare la famiglia».

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