4 Settembre Set 2019 1822 04 settembre 2019

Chi è Paola Pisano, ministra dell'Innovazione del governo Conte bis

Ex assessora della giunta Appendino di Torino, classe 1977 e docente universitaria, la donna aveva rinunciato alle elezioni Europee nonostante l'invito di Luigi Di Maio.

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Paola Pisano

Il governo Conte bis si porta con sé un nuovo ministero, quello dell'Innovazione. Alla sua guida è stata messa una donna: Paola Pisano, assessora all'Innovazione nella giunta di Chiara Appendino a Torino. Materia che ha anche insegnato nell'università della città. «Sono grata dell’occasione che mi è stata data dal Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte. È per me un onore poter dare il mio contributo al nostro Paese. Ringrazio la Sindaca Chiara Appendino, la Giunta e il Consiglio Comunale per tutto il supporto», ha commentato lei su Twitter a pochi minuti dall'annuncio dell'incarico.

Nata nella capoluogo piemontese nel 1977, vanta un percorso accademico tutto dedicato al tema. Di recente è stata protagonista delle cronache per la sua rinuncia alla candidatura come capolista Movimento 5 stelle alle elezioni Europee, offerta che gli era arrivata dal capo politico M5s Luigi Di Maio. Decisione per cui la sindaca di Torino l'aveva pubblicamente ringraziata, giudicando la sua fuoriuscita una «grave perdita». D'altronde Paola Pisano ha svolto un ruolo attivo nella giunta del capoluogo piemontese, che punta a fare dell'innovazione il suo fiore all'occhiello. È stata infatti tra l'altro la prima città metropolitana ad allacciarsi all'Anagrafe unica della popolazione. La neo ministra ha spinto pure per sperimentare le nuove frontiere della mobilità, lanciando Torino come laboratorio per la guida autonoma.

LA DONNA PIÙ INFLUENTE NEL DIGITALE

Nel 2018, Pisano è stata nominata donna più influente nel digitale dalla rivista Digitalic Mag, sulla base delle scelte effettuate dai suoi lettori. Nello stesso anno ha sorpreso tutti per aver sostituito, in occasione della festa del patrono di Torino i tradizionali fuochi d’artificio con 200 droni che hanno solcato il cielo sopra la città. «Sono facili da utilizzare nella manutenzione delle infrastrutture, possono occupando poco spazio e dare un contributo importante quando ci sono problematiche o incidenti in cui l’essere umano non può arrivare», aveva spiegato lei in un'intervista ad Agi parlando della serie di partnership per usare e testare questi strumenti in vari settori.

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