3 Settembre Set 2019 0830 03 settembre 2019

Chi era Emanuela Setti Carraro, moglie di Dalla Chiesa

Vittima di un agguato mafioso, perse la vita insieme al generale e prefetto di Palermo la sera del 3 settembre 1982. Si erano sposati 54 giorni prima. 

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Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa 1

L’agguato mafioso che il 3 settembre 1982 in cui morì Carlo Alberto dalla Chiesa, colpito da una raffica di kalashnikov in via Carini, costò la vita anche all’agente di scorta Domenico Russo (deceduto dopo 12 giorni in ospedale) e alla moglie del generale e prefetto di Palermo, Emanuela Setti Carraro: una donna giovane, forte e determinata, che aveva voluto fortemente sposare l’uomo che amava, in barba alla differenza di età e a tutti i pericoli che avrebbe dovuto affrontare durante una vita al suo fianco. Ecco chi era donna che visse e morì, a nemmeno 32 anni, a fianco di Carlo Alberto dalla Chiesa.

Emanuela Setti Carraro era nata a Borgosesia il 9 ottobre 1950, in una famiglia borghese attiva nel commercio della lana che aveva visto da vicino gli orrori della guerra: il padre era stato ufficiale sul fronte greco albanese, mentre la madre era stata ispettrice delle infermiere della Croce Rossa Italiana. Fu figlia d’arte: si diplomò infatti come Infermiera Volontaria, per poi prestare servizio presso gli ospedali di Milano.

DETERMINATA A SPOSARE L'UOMO CHE AMAVA

In occasione di una sfilata degli alpini conobbe Carlo Alberto dalla Chiesa, vedovo dal 1978, e si legò a lui nonostante la forte differenza di età (30 anni): basti pensare che aveva tre anni in meno di Rita, primogenita del generale. Nonostante l’opposizione della famiglia, preoccupata anche dai pericoli di una vita a fianco di un uomo che stava lottando contro Cosa Nostra, con grande determinazione convinse il suo Carlo Alberto, molto titubante, a sposarla: il matrimonio venne celebrato 10 luglio 1982, in forma privata, nella chiesetta di Castel Ivano in Trentino.

Dal giorno delle nozze a quello che segnò la fine delle loro vite passarono appena 54 giorni. La sera del 3 settembre, Emanuela Setti Carraro passò dalla prefettura alla guida di una Autobianchi 112, per prendere suo marito e andare insieme a cena in un ristorante di Mondello. Dietro a loro, l’auto della scorta. Alle 21:15, in via Isidoro Carini le due vetture furono affiancate da una Bmw e da una motocicletta, con a bordo dei sicari di Cosa Nostra. Il resto, purtroppo, è storia. Carlo Alberto dalla Chiesa ed Emanuela Setti Carraro, che morirono uno a fianco all’altro, quasi abbracciati come raccontarono i testimoni, riposano insieme nella tomba di famiglia, al cimitero della Villetta a Parma. Il ricordo di questa donna coraggiosa, che dopo la morte ha ricevuto una medaglia d’oro al merito della Croce Rossa Italiana e una medaglia al merito della sanità pubblica, vive ancora oggi nel nome di vie, sedi della Croce Rossa, scuole e asili nido.

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