27 Agosto Ago 2019 1350 27 agosto 2019

Chi è la deputata indigena Joenia Wapichana

Prima donna nativa diventata avvocata in Brasile, ha stabilito un altro primato approdando in parlamento nel 2018. Da allora si oppone alle iniziative di Bolsonaro. 

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Joenia Wapichana

Non solo i Macron. Da quando è stato eletto, Jair Bolsonaro si sta facendo sempre numerosi nemici. Molti di essi, com’è naturale, ce l’ha ‘in casa’: tra loro, c’è senza dubbio la prima avvocata indigena del Paese, Joênia Wapichana, molto critica nei confronti del presidente del Brasile, reo di ignorare i diritti dei nativi, a favore dello sfruttamento intensivo dei terreni amazzonici da parte dei proprietari terrieri. Di etnia Wapichana (da qui il suo soprannome), Joênia Batista de Carvalho è nata il 20 aprile 1974 nella comunità indigena di Cabeceira do Truarú, nel Roraima, ovvero lo Stato più settentrionale del Brasile che, confinante con Venezuela e Guyana, ricco di deposito minerari e coperto in larga parte dalla foresta amazzonica, è da sempre ‘vittima’ di ogni genere di sfruttamento.

LA CARRIERA DA AVVOCATA

A otto anni ha lasciato insieme alla madre la comunità indigena dove è nata per trasferirsi nella capitale statale Boa Vista, dove ha imparato a parlare portoghese, essendosi espressa fino a quel momento solo in lingua wapichana. Nel 1997, prima indigena della storia del Brasile, si è laureata in diritto presso l’Universidade Federal de Roraima, lavorando come impiegata per mantenersi gli studi, per poi ottenere un master in Arizona. Orgogliosa delle sue origini, fin da subito si è affermata come paladina dei diritti delle popolazioni native, come quelle della riserva indigena di Raposa Serra do Sol. Premiata già nel 2004 per il suo impegno in tal senso, nel 2013 ha iniziato a far parte del Comitato per i Diritti dei Popoli Indigeni e nel 2018 ha vinto il premio dell’Onu Human Right per l’impegno nel fermare le violenze contro le tribù del nord, costrette a lasciare la propria terra alle compagnie agricole.

L'APPRODO IN PARLAMENTO

Nel 2018 è pure approdata in parlamento, con il partito ambientalista Rede Sustentabilidade. Anche in questo caso ha stabilito un primato: mai una donna indigena era stata eletta deputata federale. Proprio mentre Joenia raggiungeva questo importante risultato, Bolsonaro riusciva a diventare il leader del Brasile: già contestato per le sue posizione di estrema destra, il presidente ha firmato un ordine esecutivo che ha tolto le responsabilità sui terreni dell’Amazzonia alla Fundação Nacional do Índio, affidandole al Ministero dell’Agricoltura guidato da Tereza Cristina, imprenditrice molto vicina alle lobby dei proprietari agricoli, che ha dato il via libera all’utilizzo di oltre 150 nuovi pericolosi pesticidi.

Quando a última árvore tombar. O último pássaro cantar. O último animal agonizar. Quando a terra estiver totalmente...

Geplaatst door Joenia Wapichana op Dinsdag 20 augustus 2019

«Quando l’ultimo albero sarà caduto, quando l’ultimo fiume si sarà seccato, quando l’ultimo pesce sarà stato pescato, capirai che il denaro non si mangia», ha scritto Joênia Wapichana su Facebook. Ma le sue azioni, non si limitano a delle pubblicazioni sui social network. Dal momento della sua elezione, infatti, la deputata indigena ha denunciato più volte lo sfruttamento dell'Amazzonia e il mancato rispetto dei diritti delle tribù come quella in cui è nata. In Brasile sono presenti 462 riserve indigene, che coprono un'area pari al 12,2% del territorio nazionale (una superficie grande tre volte l'Italia, in pratica), in cui vivono circa 900 mila nativi. Joenia Wapichana è la loro paladina.

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