Femminismo

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6 Agosto Ago 2019 1802 06 agosto 2019

Addio alla scrittrice (femminista) Toni Morrison

A 88 anni è scomparsa la prima afroamericana insignita del Nobel per la Letteratura. Nei suoi romanzi ha raccontato l'oppressione razziale e maschile.  

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Toni Morrison

Il mondo della letteratura dice addio a Toni Morrison, nel 1993 prima autrice afroamericana a ricevere il Nobel per la Letteratura, tra le più importanti voci della letteratura statunitense del XX secolo. Anche se la sua bibiliografia può essere considerata una lunga indagine sul tema dell’identità della comunità nera e delle discriminazioni razziali, ‘raccontata’ attraverso le vicende di donne afroamericane come lei, Toni Morrison si è sempre discostata dall’etichetta di ‘femminista’ («Per essere libera, non posso prendere posizioni chiuse. Scrivo per aprire porte, non per chiuderle», disse nel 1988). Ma il fatto che le sia stata appiccicata addosso spesso e volentieri non è certo un caso.

NON SOLO ROMANZI

Nata nel 1931 in una famiglia operaia dell’Ohio, ma originaria dell'Alabama, Chloe Anthony Wofford (questo il suo vero nome) si era nutrita fin da piccola delle storie della tradizione afroamericana, che parlavano di schiavitù e segregazione razziale, ancora presente nel profondo Sud degli States. Laureata in Letteratura Inglese alla Howard University, insegnò in vari istituti e poi iniziò a lavorare come editor per Random House, curando le opere di diversi autori afroamericani. Debuttò come scrittrice nel 1970 con L'occhio più azzurro, romanzo che narra la storia di una bambina nera, cresciuta in povertà, che desidera somigliare ai bianchi. Sula, la sua seconda fatica letteraria, racconta invece l’amicizia tra due donne all’interno di una comunità nera di provincia. Il tema dell’identità restò sempre al centro dei suoi romanzi, successivi, tra cui spicca Amatissima, la storia di una schiava fuggiasca che preferisce uccidere la figlia piuttosto che farle vivere le condizioni della schiavitù: il volume le valse il Premio Pulitzer nel 1988. Pochi anni prima, era stata tra le autrici de Il Colore Viola (11 nomination agli Oscar). Nel corso della carriera, Toni Morrison ha scritto di tutto: libri per bambini, testi teatrali, volumi di critica letteraria, libretti d’opera e numerosi saggi. L’ultimo suo romanzo è stato God Help the Child, pubblicato nel 2015.

CONTRO IL PATRIARCATO

Come detto, Toni Morrison non si considerava una femminista. Anzi, ha sempre sottolineato come il feminism dovesse essere ben distinto dal womanism, tipico delle donne afroamericane. Eppure non possiamo ignorare il fatto che nelle sue opere sia forte, preponderante verrebbe da dire, la forza delle figure femminili. Certo, stiamo parlando di donne di colore che hanno a che fare con problemi ben noti alle donne di colore, e spesso solo a loro, ma anche con quel maschilismo che non conosce il nero o il bianco. Le eroine dei romanzi di Toni Morrison, sempre con grande dignità, sono alle prese con una duplice oppressione, quella del razzismo e del maschilismo, e a essa si ribellano. La denuncia del patriarcato, per quanto black, ci basta per definirla femminista. Pensiamo poi a L'occhio più azzurro, in cui è implicita una critica agli standard di bellezza occidentali, imposti in qualche modo anche a una bambina nera: l’espressione self-acceptance suggerisce qualcosa?

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