31 Luglio Lug 2019 1638 31 luglio 2019

91 anni fa le prime gare di atletica femminile alle Olimpiadi

La statunitense Betty Robinson, velocista per caso, trionfò nel 100 m piani, mentre 'Miss Olympia' Halina Konopacka vinse nel lancio del disco. Ecco chi erano le due atlete.

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Betty Robinson Halina Konopacka

Oggi diamo per scontato che alle Olimpiadi le donne possano correre, saltare e lanciare come gli uomini. Certo, un po’ meno veloce e lontano di loro, ok, ma non è questo il succo. Ebbene, non è sempre stato così. Fino ai Giochi della IX Olimpiade, ospitati ad Amsterdam 1928, l’atletica leggera rimase infatti una cosa ‘da maschi’: tutto cambiò il 31 luglio del 1928, esattamente 91 anni fa, quando si svolsero le prime gare riservate alle donne. Chi fu la prima a vincere una medaglia d’oro? Beh, per rispondere a questa domanda servirebbe il fotofinish. Spulciando sul web, salta infatti fuori il nome della statunitense Elizabeth ‘Betty’ Robinson, velocista trionfatrice nei 100 m piani, ma anche quello della polacca Halina Konopacka, discobola che in quel lontano pomeriggio l’avrebbe preceduta di 25 minuti. Visto che non c’eravamo, cogliamo l’occasione per ricordarle entrambe.

VELOCE COME IL VENTO

Nata a pochi passi da Chicago nel 1911, Betty Robinson arrivò all’atletica per caso: dopo averla vista correre per non perdere il treno, un insegnante di educazione fisica le fece fare un test cronometrato lungo il corridoio della scuola, accorgendosi di avere davanti una potenziale campionessa. Gareggiò la prima volta quattro mesi prima delle Olimpiadi e, al debutto assoluto, stabilì il nuovo primato mondiale sui 100 m, 12 secondi netti. Il 31 luglio 1928, ad Amsterdam, dopo una serie di false partenze riuscì a vincere con un tempo di 12”2: era appena alla sua quarta gara ufficiale. Non contenta, qualche giorno dopo si aggiudicò anche un argento con la staffetta 4×100 m. Tornata negli Stati Uniti, fu accolta come una star. Il Paese riponeva grandi speranze in lei in vista delle Olimpiadi ‘in casa’ di Los Angeles, ma Betty aveva un appuntamento con il destino: nel 1931 il biplano su cui volava, pilotato dal cugino, si schiantò nei pressi di Chicago: creduta morta, fu addirittura portata all’obitorio ma alla fine riuscì a sopravvivere. Rimase in coma per sette settimane e le servirono due anni di riabilitazione prima di poter camminare: tornò addirittura a correre. Non potendo più flettere il ginocchio e dunque impossibilitata ad accovacciarsi ai blocchi di partenza, fu costretta a rinunciare ai 100 m e si specializzò come staffettista. Nel 1936, a cinque anni dall’incidente, fu convocata per le Olimpiadi di Berlino dove con le compagne vinse l’oro nella 4x100, sfruttando un errore delle tedesche, che da favorite fecero cadere il testimone. Si ritirò dopo quei Giochi Olimpici, passati alla storia per le vittorie di Jesse Owens, rimanendo nell’ambiente come giudice di gara. Betty Robinson è scomparsa a Denver il 18 maggio 1999, a quasi 88 anni.

LANCI DA RECORD

Betty Robinson nei 100 m non aveva rivali. Ma in quel pomeriggio fu preceduta (pare) addirittura da una discobola: Halina Konopacka, già detentrice del titolo mondiale dal maggio 1927 (sarebbe durato fino al 1932). Nata nel 1900 a Rawa Mazowiecka (all’epoca facente parte dell’Impero russo) e cresciuta a Varsavia, si cimentò fin da piccola in vari sport: equitazione, nuoto, pattinaggio, sci e atletica leggera, finendo poi per specializzarsi nel lancio del disco, per il quale dimostrò fin da subito di avere una naturale predisposizione. Nel 1926 si laureò campionessa mondiale e, arrivata da grande favorita ad Amsterdam, non tradì le attese, aggiudicandosi la prima medaglia d’oro nella storia olimpica della Polonia. Halina Konopacka non era solo brava ma anche bella: alta, longilinea, scura di carnagione per via delle origini tatare e sempre con un caratteristico berretto rosso in testa, fu soprannominata ‘Miss Olympia’. Si ritirò nel 1931 e si dedicò alla poesia, poi all’indomani dell’invasione nazista della Polonia, aiutò il marito Ignacy Matuszewski, che era Ministro del Tesoro, nel trasferimento dell’oro della Banca Nazionale in Francia: nel 1940 i due fuggirono insieme dal Paese e andarono a vivere negli Stati Uniti. Rimasta vedova nel 1946, si risposò tre anni dopo, aprendo successivamente una scuola di sci, una boutique e infine una scuola d’arte una volta trasferitasi in Florida, dove diventò addirittura pittrice con lo pseudonimo di Helen George. Halina Konopacka è scomparsa a Daytona Beach il 28 gennaio 1989, un mese prima di compiere 89 anni.

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