Femminismo

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30 Luglio Lug 2019 1900 30 luglio 2019

Perché Geena Davis è una paladina del femminismo

L'attrice è da tempo in prima linea contro l'ageism di Hollywood e gli stereotipi di genere, al cinema e in tv. Al punto da aver fondato nel 2004 un istituto che studia il fenomeno. 

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Geena Davis Oggi Femminismo

Accade spesso, soprattutto nel mondo dello showbiz, che il termine (leggasi complimento) femminista venga usato un po’ a casaccio, con eccessiva generosità per intenderci. La cantante X lancia una linea di costumi per curvy? Femminista. L’attrice Y interpreta una ragazza problematica? Femminista. Ecco, per Geena Davis l’appellativo calza a pennello, e non certo grazie all’iconico ruolo in Thelma & Louise, la pellicola femminista per eccellenza.

CONTRO IL SESSISMO DI HOLLYWOOD

Non solo, almeno. Se la parte di Thelma la proiettò nell’Olimpo di Hollywood, anche se c’è da dire che aveva recitato già ne La Mosca (con Jeff Goldblum, che poi sposò), Beetlejuice e Turista per caso, con annesso Oscar come miglior attrice non protagonista, al tempo stesso fece nascere in lei un forte spirito femminista: «Ci sono ragazze che ancora oggi mi ringraziano per quel film. È stato proprio allora che ho deciso di scendere in campo per aiutare le donne», ha spiegato anni dopo. Le cose migliori, in tal senso, Geena Davis le ha fatte quando suo malgrado ha iniziato ad allontanarsi da Hollywood, da inizio Anni 2000 insomma: «I ruoli cinematografici hanno iniziato a diradarsi quando ho compiuto 40 anni. Se guardate la mia carriera, fino a quell’età giravo un film all’anno. Nel decennio successivo ho fatto solo Stuart Little», disse nel 2015 esagerando un po’ (ma non troppo) durante una raccolta fondi, ricordando il momento in cui si rese conto del sessismo degli studios. Per la serie ‘finché sei giovane e (più bella) puoi avere tutte le parti che desideri, ma con le rughe, beh, forse non è il caso’.

LA FONDAZIONE DELL'ISTITUTO

Nel 2004 la folgorazione, che riguarda il piccolo e non il grande schermo. Assistendo alla tv insieme alla figlia Alizeh, si rese conto che negli show mancavano personaggi femminili di spessore, delle role model, insomma, che potessero ispirare le più piccole. Decise così di finanziare una ricerca affidata all’Annenberg School for Communication dell’University of Southern California: lo studio evidenziò che nei programmi e film per bambini solo il 29,2% dei personaggi parlanti erano di sesso femminile, e che queste donne erano spesso più sessualizzate degli uomini. Il passo successivo? La fondazione di un’organizzazione no-profit dedita allo studio (e dunque alla lotta) di questo fenomeno: il Geena Davis Institute on Gender in Media, che dal 2004 si impegna per l'eliminazione degli stereotipi di genere al cinema e in tv.

LE ALTRE ATTIVITÀ

Geena Davis non si è però fermata qui: nel 2010 è stata scelta dall’allora governatore Arnold Schwarzenegger come membro della California's Commission on the Status of Women, che difende la parità della donne sul lavoro, nel 2014 ha accettato la parte della dottoressa Nicole Herman in Grey's Anatomy (una role model, insomma) e nel 2015 ha lanciato il Bentonville Film Festival, a supporto della diversità nell'industria dell'intrattenimento. Non solo: nel 2017 ha poi recitato nel film in Don't Talk to Irene, storia di una ragazza che riesce a vincere le proprie insicurezze legate ai chili di troppo.

L'OSCAR PER LE CAUSE UMANITARIE

Per il suo impegno nella lotta per la parità di genere, nel 2019 Geena Davis è stata insignita del Jean Hersholt Humanitarian Award, particolare categoria degli Oscar assegnata periodicamente per contributi eccezionali a cause umanitarie. Tra le altre cose, Geena Davis tira benissimo con l’arco (partecipò al test preolimpico per Sydney 2000) ed è anche molto intelligente (è membro del Mensa). Avrà dei difetti? Essendo alta 1,83, forse avrà qualche difficoltà a trovare il numero giusto di scarpe.

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