29 Luglio Lug 2019 1458 29 luglio 2019

Sinead Burke, l'influencer che piace a Meghan

Nel numero di settembre di Vogue UK, curato dalla Duchessa di Sussex, ci sono in copertina 15 donne capaci di essere fonte d'ispirazione in giro per il mondo. Tra di loro anche l'attivista irlandese.

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Sinead Burke meghan markle vogue editor

Meghan Markle debutta come 'direttrice ospite' per il numero di settembre di Vogue UK, il più importante dell'anno per le riviste di moda, che nel è un omaggio alle ‘Forces For Changes’ (le forze per il cambiamento), come annuncia la casa reale britannica. La Duchessa di Sussex ha scelto di non apparire in copertina (le era stata data questa possibilità) lasciando la scena a 15 donne, in grado di rappresentare altrettante fonti di ispirazione in giro per il mondo. Ci sono l'ambientalista teenager svedese Greta Thunberg, che si batte contro i cambiamenti climatici, la prima ministra-mamma della Nuova Zelanda Jacinda Ardern, la pugile Ramla Ali e l'etoile Francesca Hayward, ma anche le attrici Jane Fonda, Salma Hayek, Jameela Jamil, Yara Shahidi, Gemma Chan e Laverne Cox, senza dimenticare le modelle Christy Turlington, Adwoa Aboah e Adut Akech, la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie e l'attivista per le diversità Sinead Burke. Scopriamo meglio quest’ultima.

Sinéad Burke è nata nel 1990 e oggi può essere considerata la più importante influencer d’Irlanda, e la sua fama ha ormai superato i confini del suo Paese. Il suo merito? Battersi con tenacia per l'adaptive fashion, ovvero per una moda a portata di tutti, anche per chi, come lei, è alta appena 105,5 cm (tiene molto a quei cinque millimetri). Sinéad ha infatti l'acondroplasia, una delle più comuni forme di nanismo e ci perdonerà (speriamo) se la mettiamo così, dato che odia letteralmente questo termine e la definizione di ‘nano’. Meglio ‘piccola persona’, che ha detto in un’intervista: «Il linguaggio modifica il pensiero, dà forma ai sentimenti. Esprimersi con rispetto è già una forma di rispetto». Un’espressione, little person, che è anche riuscita a far introdurre nel dizionario Inglese-Irlandese, dove ora c’è la traduzione in gaelico: duine beag.

Accademica al prestigioso Trinity College di Dublino, da grande appassionata vestiti e sfilate Sinéad Burke ha iniziato fin da giovane a impegnarsi per la moda inclusiva, fondando il Fashion and Design Collective, nonché cimentandosi come modella. A un certo punto, come detto, è diventata un volto noto anche all’estero, soprattutto negli Stati Uniti: basti pensare che nel 2017, durante l’ultimo mese della sua amministrazione, Barack Obama l’ha addirittura invitata alla Casa Bianca per il lancio della campagna #designforall. Da lì sono seguiti il TED Talk ‘Why design should include everyone’, una chiamata di Oprah Winfrey, la copertina di The Business of Fashion con Kim Kardashian e la lectio magistralis Designing for Everyone al World Economic Forum, durante la quale ha detto: « Il mondo della moda sta facendo grandi passi avanti, ma il cambiamento deve avvenire a più livelli. Dobbiamo spronare i nuovi designer a non considerare solo un tipo di corpo». Nel 2019 è stata la prima little person a partecipare al Met Gala ed è anche entrata in politica. Diventata influencer, modella e ormai donna copertina sul suo mensile dei sogni, Sinéad Burke non dimentica da dove è partita, continuando a raccogliere le istanze di chi si sente discriminato, come ha spiegato a Marie Claire: «Rappresento tutte le minoranze escluse dall’industria del lusso».

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