22 Luglio Lug 2019 1058 22 luglio 2019

Isabella Goodwin, la prima donna detective di New York

Vedova e con quattro figli da mantenere a soli 30 anni, iniziò come guardia carceraria. Lavorando sotto copertura, contribuì all'arresto di un gangster e fu promossa investigatrice. 

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Isabella Goodwin

Edmonia Lewis, Aloha Wanderwell, Elizabeth Peratrovich, Mabel Grammer e Qiu Jin: donne protagoniste di qualcosa di straordinario, ma non abbastanza celebrate né durante la loro vita, né nel momento della morte. Il New York Times le ha omaggiate nello speciale Overlooked No More. Un altro nome da ricordare? Quello di Isabella Goodwin.

A fine Ottocento Manhattan era un luogo molto pericoloso. Nei suoi bassifondi si poteva trovare la miseria più profonda, insieme a protettori, ladri, assassini, criminali e truffatori di ogni genere.Chi ha visto il period drama The Alienist conosce certe atmosfere e anche il personaggio di Sara Howard interpretato da Dakota Fanning: è ispirato a una donna esistita davvero, che quei posti li conosceva come le sue tasche: Isabella Goodwin, la prima donna detective di New York.

GLI INIZI COME GUARDIA CARCERARIA

Isabella Loghry nacque nel 1865 nel Greenwich Village, che all’epoca non era certo il quartiere alla moda che è oggi. Figlia del proprietario di una locanda in Canal Street, da bambina sognava di diventare una cantante d’opera. La sua vita si rivelò decisamente più ordinaria: a 19 anni era già sposata con l’agente di polizia John W. Goodwin, che la lasciò vedova a soli 30 anni, con quattro figli da mantenere (altri due erano morti poco dopo la nascita). Isabelle a quel punto si rimboccò le maniche, superò un esame e fu assunta come guardia carceraria, con il compito specifico di sorvegliare donne e bambini detenuti nelle prigioni della città. I guadagni erano miseri, appena mille dollari l’anno, il riposo una chimera, visto che poteva rimanere a casa appena un giorno al mese.

IL LAVORO SOTTO COPERTURA

Isabella Goodwin tenne duro per diversi anni. Poi nel 1912 la grande occasione: a New York ci fu una grande rapina in banca, che ebbe risonanza nazionale non solo a causa del bottino da 25 mila dollari, ma anche perché la polizia brancolava nel buio senza riuscire a trovare gli autori. A un certo punto, a Isabelle fu chiesto di lavorare sotto di copertura come donna delle pulizie in un albergo piuttosto squallido, ma frequentato dal gangster Eddie Kinsman, che lo utilizzava per incontrare la sua amante Swede Annie.

LA PROMOZIONE A DETECTIVE

Kinsman era tra i principali sospettati per la rapina e la polizia, grazie alle informazioni ottenute da Isabelle Goodwin mentre lavorava nella pensione, riuscì ad avere abbastanza prove per arrestarlo. La ‘finta’ donna delle pulizie smise di essere una guardia carceraria a fu promossa detective, con il grado di tenente. Diventò una celebrità: «Ci sono tanti uomini detective alti 1,80 m e con una pistola nella fondina, che per 3.300 dollari all’anno fanno un lavoro molto meno prezioso di quello della signora Goodwin, una donna piccola e rapida, con un cervello veloce come il suo corpo», scrisse il New York Herald nel 1921: discriminata per il suo genere, Isabella a quella cifra non arrivò mai. Si consolò sposandosi con un uomo più giovane di lei di ben 30 anni, senza prendere questa volta il suo cognome, scelta inusuale per l’epoca.

IL RESTO DELLA CARRIERA

Nel corso degli anni continuò a lavorare sotto copertura, specializzandosi nello smascheramento di indovini e imbroglioni di ogni genere. Contribuì alla nascita del Women’s Bureau, che gestiva casi legati a prostitute, mendicanti, scappate di casa e vittime di violenza domestica, mentre nel 1924 fu tra le protagoniste di un’importante indagine su pratiche mediche fraudolente. Si ritirò in quello stesso anno. Isabella Goodwin, ormai diventata un simbolo del New York City Police Department e dell’emancipazione femminile, morì il 26 ottobre 1943.

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