18 Luglio Lug 2019 0830 18 luglio 2019

Chi era Mabel Grammer, che aiutò gli orfani in Germania

Durante gli Anni 50 trovò una famiglia per oltre 500 bambini, nati da donne tedesche e soldati afroamericani. Nessuno dopo la guerra voleva adottarli: così ideò il Brown Baby Plan.

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Mabel Grammer

Dopo le storie di Edmonia Lewis, Qiu Jin, Aloha Wanderwell ed Elizabeth Peratrovich, tutte protagoniste dello special Overlooked No More del New York Times, nato con lo scopo di rendere omaggio a donne straordinarie, di cui non era stata celebrata (all’epoca) abbastanza l’esistenza, scopriamo la figura di Mabel Grammer.

Mischlingskinder. ‘Bambini bastardi’. Così, alla fine della Seconda guerra mondiale, ci si riferiva in Germania ai figli nati da relazioni tra donne tedesche e soldati afroamericani, durante o dopo il conflitto. L’espressione, già utilizzata durante il regime nazista per indicare i bambini nati da genitori misti ebrei-tedeschi, diceva tutto: si trattava di creature che le stesse madri, con i padri biologici tornati in patria, non volevano o potevano tenere. Negli orfanotrofi tedeschi ne finirono circa 5 mila (la totalità, praticamente), ma nessuno voleva adottarli, a causa dello stigma esistente contro i bambini di razza mista. Poi arrivò Mabel Grammer.

DAGLI USA A MANNHEIM

Afroamericana nata nel 1915 in Arkansas, si era laureata all’Ohio State University e, durante gli Anni 40, si era distinta come attivista civile scrivendo per il giornale Washington Afro-American. All’inizio del decennio successivo attraversò l’oceano per andare a vivere a Mannheim, città del Baden-Württemberg dove era stato trasferito il marito Oscar, ufficiale dell’esercito statunitense. In Germania Mabel visitò diversi orfanotrofi e si appassionò alla causa dei brown babies, adottandone addirittura 12.

IL BROWN BABY PLAN

Non le sembrò abbastanza: tra il 1951 e il 1954 scrisse diversi articoli sull’Afro-American di Baltimora, denunciando la situazione di questi bambini, spingendo alla pubblicazione di annunci che incoraggiassero l’adozione da parte di famiglie statunitensi. Nacque così il Brown Baby Plan: lavorando dalla Germania, Mabel Grammer riuscì a trovare dei genitori a circa 500 orfani, aiutando non solo loro ma anche molte coppie afroamericane, che all’epoca in patria venivano regolarmente ostacolate nel processo di adozione. Tornò a vivere negli Stati Uniti nel 1965, stabilendosi a Washington e, tre anni dopo, per il suo impegno umanitario fu persino premiata da papa Paolo VI. Mabel Grammer è scomparsa nel 2002: resa sterile durante l’infanzia da una peritonite, non riuscì mai ad avere un figlio biologico, ma aiutò mezzo migliaio di brown babies.

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