17 Luglio Lug 2019 1550 17 luglio 2019

Chi era Elvira Sellerio, la donna che scoprì Camilleri

Il Commissario Montalbano debuttò nel 1994 nel romanzo La forma dell'acqua. Merito del suo autore, certo, ma anche di Elvira Sellerio, che con il marito aveva fondato l'omonima casa editrice. 

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Andrea Camilleri Elvira Sellerio 2

Prima di tutto una precisazione. Il titolo più giusto di questo ritratto sarebbe stato ‘La donna che ci ha fatto scoprire Camilleri scrittore’, perché quando il grande autore scomparso il 17 luglio 2019 ci regalò il personaggio del Commissario Montalbano, aveva alle spalle una lunga e onorata carriera in Rai, come delegato alla produzione, regista e sceneggiatore. Comunque sia, la donna in questione è Elvira Sellerio.

AMICA DI SCIASCIA

Siciliana doc come Andrea Camilleri, Elvira Giorgianni (questo il cognome da nubile) era nata a Palermo il 28 maggio 1936 in una famiglia borghese. Figlia di un prefetto, si laureò in Giurisprudenza e successivamente si sposò con Enzo Sellerio. Insieme al marito, con cui avrebbe poi avuto i figli Antonio e Olivia, Elvira partecipò in prima persona alla vita culturale palermitana, al punto da stringere una profonda amicizia con lo scrittore Leonardo Sciascia e l’antropologo Antonino Buttitta. Dalle loro chiacchierate nacque l’idea di dare vita a una casa editrice che potesse dare spazio a una cultura ‘amena’, ovvero in grado di unire impegno, leggerezza, eleganza e bellezza. Nel 1969, così, Elvira lasciò l’impiego che ricopriva nella pubblica amministrazione, investendo la liquidazione nella nuova impresa. Per un decennio la casa editrice Sellerio pubblicò volumi a tiratura ridotta, poi le cose cambiarono nel 1978, quando ottenne grande visibilità nazionale grazie a L’affaire Moro di Sciascia. L’anno successivo, un’altra svolta: il debutto della collana di tascabili La memoria, oggi simbolo della produzione selleriana, in cui nel 1981 fu pubblicato il romanzo di debutto di Gesualdo Bufalino, Diceria dell'untore.

PURA SICILITUDINE

Elvira ed Enzo si separarono nel 1983: lei, che rimase la vera anima della casa editrice, continuò a dedicarsi a narrativa e saggistica, lui ad arte e fotografia. L’anno seguente Sellerio iniziò il fortunato sodalizio con Camilleri, con la pubblicazione del romanzo La strage dimenticata. I due si conobbero grazie a Sciascia, che mediò a favore di quello scrittore che non riusciva a trovare un editore, penalizzato dallo strano linguaggio del suo libro. Ricevuta la fiducia di Elvira, Camilleri la ripagò con La forma dell'acqua: il debutto del Commissario Montalbano, anno di grazia 1994. In tutti i sensi: all’epoca Sellerio non navigava esattamente in buone acque. Tra i due, accomunati da una fortissima ‘sicilitudine’ e da Sciacia, che li mise in contatto, nacque una sincera amicizia, fatta come raccontò una volta Camilleri «anche di silenzi, di occhiate, del piacere di sentirsi l’uno accanto all’altra». Parlavano spesso in dialetto e lui la chiamava affettuosamente ‘Elvirù’.

Elvira Sellerio e Andrea Camilleri nel 2005.

Ansa

COLTA E GENEROSA

Donna coltissima, Elvira Sellerio ha ricevuto nel corso della carriera molti riconoscimenti. La nomina di Cavaliere del Lavoro nel 1989 e la Laurea Honoris Causa in Materie Letterarie ricevuta dall’Università di Palermo nel 1991. Se ne andò il 3 agosto 2010, in un giorno d’estate, nella sua Palermo. Di lei Camilleri disse: «È stata una donna di rara generosità. Si è offerta, prima del successo, di prestarmi una grossa somma, che tra l’altro credo avrebbe dovuto racimolare, per farmi restare nella casa da dove ero stato sfrattato. Rifiutai, ma gliene sono rimasto sempre grato».

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