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Diritti

5 Luglio Lug 2019 1502 05 luglio 2019

La sindaca di Amsterdam vuole chiudere il quartiere a luci rosse

Politica tosta, ma anche scrittrice e regista, chi è la 53enne Femke Halsema che ha dichiarato guerra alle condizioni in cui le prostitute vivono nei locali di De Wallen. 

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Amsterdam Quartieri A Luci Rosse Femke Halsema

Il primo sindaco donna di Amsterdam, Femke Halsema, ha dichiarato guerra a uno dei quartieri più frequentati della città che amministra: quello a luci rosse. Il motivo? Nessun perbenismo come potrebbero pensare alcuni, ma le condizioni in cui vivono le prostitute che lavorano nei locali. L'obiettivo, secondo quanto riportato dal Guardian, è combattere il traffico di esseri umani e ridurre il numero di turisti in quella parte della Capitale. Tra le opzioni al vaglio ci sarebbe anche quella della chiusura di De Wallen, il Red Light District appunto, ma anche quella di vietare che le donne si mostrino nelle vetrine dei locali, o ancora la ricollocazione di alcune di queste o installare dei tornelli, con la speranza di far diminuire la domanda e di frenare la spettacolarizzazione del fenomeno perché, come spiega Femke, le ragazze dentro le 330 vetrine del distretto sono oramai diventate un’attrazione turistica: «Vengono derise, spesso insultate e fotografate contro la loro volontà». Non è però in discussione il diritto delle donne di poter lavorare nell’industria del sesso: qualora De Wallen dovesse chiudere, la giunta pensa infatti di aprire in altre zone hotel dove le prostitute possano affittare le camere.

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CHI È LA SINDACA DI AMSTERDAM

Sociologa e giornalista, 53 anni e due bambini avuti con un compagno regista, bruna e politica tosta che a lungo ha guidato in Parlamento il partito dei Verdi di Sinistra, Femke è la prima donna sindaca di Amsterdam in 635 anni di storia della città considerata oggi tra le più liberal e progressiste d’Europa. Ma la sua vita non è fatta solo di politica, negli anni infatti Halsema ha portato avanti diversi lavori come freelance, incluso quello di insegnante, consulente, regista (si parlò molto del suo documentario Sesso e peccato sulle donne dell’Islam) e la scrittrice. Uno dei suoi libri Pluche riguarda la sua esperienza nella politica nazionale e le ragioni per cui aveva deciso di abbandonarla: «Sono io. Non riapparirò nelle sale d’attesa delle amministrazioni politiche per ricomparire dopo alcuni in Senato o come sindaco. No, dico addio alla politica. La ragione è molto semplice: ne ho abbastanza», scriveva nell'introduzione. Fanatica del social, aveva superato di gran lunga i 300 mila follower, prima di uscire da Twitter a causa degli «urlatori anonimi, gli haters e i troll». Haters che l'accusavano di essere un’ipocrita.

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