18 Giugno Giu 2019 2044 18 giugno 2019

Chi è Marta, la fuoriclasse del Brasile

Miglior calciatrice del mondo per sei volte, la 33enne ha segnato 17 gol ai Mondiali: superato il tedesco Klose. Guadagna 400 mila dollari e si batte per la parità salariale: per questo ha rifiutato gli sponsor sulle scarpe. La sua storia.

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Marta Brasile Calcio Femminile

Tra l'Italia e il primo posto nel girone c'era un mostro sacro del calcio femminile. Che ha colpito, ma senza ferire troppo. Marta Vieira da Silva, più nota come Marta, semplicemente la più forte giocatrice della storia del Brasile. E per una volta il superlativo assoluto tanto abusato nella retorica dello sport è suffragato dai numeri: sei volte premiata come migliore calciatrice del mondo, dal 2006 al 2010 e poi nel 2018, 111 gol in 130 partite con la maglia verdeoro. L'ultimo dei quali, il rigore (molto generoso) realizzato contro di noi, le ha permesso di staccare il tedesco Miroslav Klose in cima alla classifica di chi ha segnato più reti nella storia del Mondiale Fifa (sia maschile sia femminile): 17, realizzate in cinque diverse edizioni. Un traguardo che rivendica con orgoglio: quando ha segnato l'altro rigore, quello contro l'Australia, che le ha consentito di agganciare Klose a quota 16, al giornalista tedesco che le chiedeva solo di come era andato il match (perso), Marta ha risposto piccata: «Ma lo sapete che ho fatto gli stessi gol di Klose ai Mondiali? È un record. E non mi fate nemmeno una domanda?». Un bel caratterino.

L'esultanza di Marta dopo il gol segnato contro l'Australia su rigore (ma poi il Brasile ha perso la partita).

Getty

IL SIMBOLO DELL'EQUAL PAY SULLE SCARPE

Marta ha avuto un passato difficile, coi genitori separati e l'infanzia trascorsa a casa della nonna. Dal 2011 ha lasciato il suo Paese per andare a giocare e vivere negli Stati Uniti e in Svezia. Ha uno stipendio annuo di 400 mila dollari, ma non ha mai vinto un Mondiale, un'Olimpiade o una Champions. È rimasta senza sponsor sulle scarpe da calcio perché non riteneva sufficienti le proposte economiche arrivate: dopo il gol all'Australia ha mostrato lo scarpino nero col simbolo blu e rosa dell'equal pay, la parità salariale fra uomini e donne.

Prima dell'inizio del torneo per i bookmaker di Planetwin365 il passaggio del Brasile alla fase a eliminazione diretta era quotato a 2,15, quello dell'Italia a 8. Invece le probabilità degli scenari si sono invertite: Azzurre passate come prime, Marta e compagne terze. La fuoriclasse numero 10, che come il suo ex "omologo" maschile Ronaldinho adora suonare strumenti musicali e anche cantare, per preparare la partita in ritiro si era persino esibita con il cavaquinho, una sorta di piccola chitarra molto utilizzata in Brasile. Ha suonato la samba e soprattutto pagode del gruppo Sò Pra Contrariar intonando il verso «continuate a lottare, siete più forti di quanto voi stesse immaginiate». Un inno (anche al femminismo) che per una notte l'Italia sperava non funzionasse. Ma l'implacabile Marta non era d'accordo.

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