Femminismo

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5 Aprile Apr 2019 1122 05 aprile 2019

Cinque motivi per cui Kurt Cobain era un vero femminista

Il leader dei Nirvana si tolse la vita il 5 aprile del 1994. Sono passati 25 anni. Durante le interviste e nelle sue canzoni si schierò sempre a fianco della donne.  

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Kurt Cobain Femminista

Qual è la canzone più famosa del grunge? Esatto. Smells Like Teen Spirit. Un inno generazionale su cui il pogo è sempre stato d’obbligo, come sa chi ha frequentato certi locali. E, se il pogo è sempre stato associato più ai maschi, meglio se corpulenti e in camicia di flanella, la musica dei Nirvana era (ed è ancora) invece anche roba da donne: Kurt Cobain era infatti un femminista convinto. A conferma, ci sono diverse prove.

L’INNO CONTRO LA VIOLENZA

La controversa canzone Rape Me, il cui titolo significa letteralmente ‘Violentami’, è una condanna dello stupro. In questo brano a parlare è chi subisce la violenza sessuale: «Stuprami, stuprami amico mio/So che non sono la sola», dice, proseguendo poi: «Bacerò le tue ferite aperte/Mi fa piacere la tua preoccupazione/Marcirai e brucerai». Rape Me può tra l’altro essere considerata una sorta di ‘sequel’ di Polly, in cui Kurt Cobain descrive il rapimento e lo stupro di una giovane donna, questa volta dal punto di vista di chi compie la violenza. La sua canzone più femminista è però Been a son, traccia dell’album Nevermind: «Sarebbe dovuta rimanere lontana dagli amici/Avrebbe avuto più tempo da trascorrere/Non sarebbe morta nel momento in cui è nata/Avrebbe dovuto essere un figlio».

A FIANCO DELLE RIOT GRRRL

Il grunge è detto anche ‘Seattle sound’, ma i Nirvana mossero i primi passi nella scena musicale di Olympia, dove era molto popolare il sottogenere punk delle riot grrrl, che si distingueva per le posizioni di forte femminismo. Cobain ne frequentò diverse, tra cui Kathleen Hanna delle Bikini Kill, a cui si deve il titolo della più celebre canzone dei Nirvana: fu infatti lei a scrivere sulla parete di camera sua la frase ‘Kurt Smells Like Teen Spirit’. A proposito delle sue numerose amicizie femminile, intervistato dalla PBS il frontman dei Nirvana disse: «Visto che non trovavo amici, nessun maschio con cui fossi compatibile, ho iniziato a uscire un sacco con le ragazze. Ho sempre trovato che non fossero trattate con rispetto. Soprattutto perché le donne sono totalmente oppresse». Insomma, nella vita di Cobain non ci sono state solo Courtney Love e la figlia Frances Bean.

LA DIATRIBA CON AXL ROSE

A Kurt Cobain non piacevano per niente i testi dei Guns N’ Roses. Un esempio? Quello di One in a million, brano del 1988: «Immigrati e froci/Non hanno senso per me/Vengono nel nostro Paese/ E pensano di fare quel che gli pare». Per questo, i Nirvana rifiutarono di partecipare come gruppo spalla allo Use Your Illusion Tour dei Guns N’ Roses. Il leader Axl Rose definì così «una fighetta» Cobain, che nel 1992, prima di un concerto, disse a un fan che lo implorava di fare pace con il ‘rivale’: «Axl Rose è un idiota sessista, razzista e omofobo. Non puoi essere dalla nostra parte e dalla sua».

L’APPELLO SU INCESTICIDE

«Se qualcuno di voi, in qualche modo, odia gli omosessuali, le persone di colore diverso o le donne, per favore lasciaci da soli. Non venire ai nostri concerti e non comprare i nostri album». Questa frase si può leggere sulle note di copertina della raccolta Incesticide, pubblicata nel 1992. Una frase simile e identica nei concetti è presente inoltre sulla copertina di In Utero, terzo album della band, uscito l’anno successivo.

DALLA PARTE DELLE VITTIME

Nel 1991, durante un’intervista all’NME, Kurt Cobain espresse il suo punto di vista sugli abusi sessuali, in un’epoca in cui lo slut-shaming era consuetudine: «Lo stupro è il crimine peggiore che ci sia. E ce ne sono di continuo», disse il leader dei Nirvana: «L’errore delle associazioni che parlano di questo tema è che spiegano alle donne come difendersi, quando invece sarebbe fondamentale insegnare agli uomini a non violentare. Dobbiamo andare alla radice del problema».

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