2 Aprile Apr 2019 1347 02 aprile 2019

Shahla Yasini è la prima surfista donna dell'Iran

Ventisette anni, di Teheran, ha imparato a domare le onde nel piccolo villaggio di Ramin. Per farlo, deve indossare obbligatoriamente l'hijab. Ma spera che in futuro potrà scegliere.

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Surfista Donna Iran Shaula Yasini

Ramin è un piccolo villaggio nell'estremo sud dell'Iran, situato a poche miglia dalla città di Chabahar. La regione, nota come Baluchestan, è la più remota del paese ed è nota per i suoi diffusi livelli di deprivazione sociale. È solo lì, però, che l'Iran a oggi offre un posto che permetta di surfare. In quel piccolo e sperduto villaggio una donna, Shahla Yasini, è diventata la prima surfista iraniana nel 2013, quando l'irlandese Easkey Britton ha visitato il paese e ha insegnato a Shahla e ad altri come cavalcare le onde in quel remoto villaggio costiero.

DA TEHERAN ALLE ONDE: LA SUA PICCOLA GRANDE RIVOLUZIONE

Lei ha solo 27 anni ed è di Teheran, dove vive tutt'ora lavorando come diver professionista e dove, nel tempo libero, si allena nello skatepark locale o facendo snowboard sulle montagne intorno alla città sta guidando una piccola rivoluzione. «I am the first Iranian who started surfing in my country»: «Sono la prima iraniana ad aver iniziato a surfare nel mio Paese», ha raccontato Shahla intervistata dall'Ansa, spiegando come sia nato tutto per caso, dopo aver conosciuto la surfista irlandese: «Easkey mi chiese semplicemente se volessi imparare a surfare ed io, molto curiosa, risposi di si. Prima di conoscerla non sapevo nemmeno si potesse fare surf qui». Poi la passione di Shahla è continuata - si è innamorata del senso di libertà che si vive sulla tavola - quando Easkey Britton è tornata in Iran per un documentario sul surf (Sea, ndr) e insieme hanno iniziato a insegnare lo sport a molte donne oltre che a uomini.

OGGI LO HIJAB È OBBLIGATORIO ANCHE IN ACQUA

«Abbiamo creato questa scuola, ora gestita dal governo, e fin da subito abbiamo conosciuto molte donne entusiaste di questo sport. Certo», sottolinea Shahla all'Ansa, «per le ragazze ci sono certamente alcune limitazioni rispetto agli uomini, ma questo non ha fermato la loro passione». Differenze evidenti sin dall'abbigliamento utilizzato per surfare, perché «le donne devono coprire tutte le parti del corpo: l'hijab è obbligatorio in Iran». Shahla spera che in futuro le ragazze e le donne possano avere il diritto di decidere cosa indossare per fare surf. «Grazie a questo sport in pochi anni ho visto molte trasformazioni nella provincia del Baluchistan. E questo mi fa sperare che il futuro sarà ancora migliore».

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