20 Marzo Mar 2019 1339 20 marzo 2019

È morta Tina Costa, ex partigiana e donna ribelle

Nata in una famiglia comunista, aveva 93 anni e fino all'ultimo ha lottato per la pace e la libertà. Una vita spesa contro le ingiustizie e a trasmettere i suoi valori ai ragazzi.

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Biografia Tina Costa Anpi

È morta Tina Costa, l’ex partigiana originaria di Gemmano, in provincia di Rimini. Una donna tenace e coraggiosa, componente del Comitato Nazionale Anpi e vice presidente del Comitato provinciale di Roma. Aveva 93 anni, e nel corso della sua vita, è stata testimone, nelle scuole, della lotta di Liberazione dal nazifascismo e delle brutalità della guerra. Una personalità coraggiosa e tenace, nonché volto di molte iniziative pubbliche in difesa dei diritti sociali e civili.

RIBELLE FINO DAGLI ANNI DELL'INFANZIA

Ha iniziato a ribellarsi al fascismo a soli sette anni. Cresciuta in una famiglia comunista, nata nel 1925, la scorsa estate ha anche manifestato al Gay Pride di Roma. Il padre era un socialista, la madre era iscritta al Pci e i suoi tre fratelli collaborarono alla fondazione dello stesso partito nel 1921 a Livorno. In una intervista all'Huffington Post parlò della sua infanzia ricordando un episodio successo a scuola: «La maestra delle elementari voleva che indossassi la divisa di Figlia della Lupa, ma io ho succhiato un altro latte e così rifiutai, accettando le punizioni che ne seguirono».

LE CRITICHE ALLA POLITICA ATTUALE

Nell'intervista aveva anche parlato della politica attuale. Riguardo alle dichiarazioni del ministro Lorenzo Fontana a proposito delle famiglie omosessuali commentò: «Mi è venuta la pelle d'oca. Esiste una sola razza, la razza umana. Pensare che nel 2018 esistano ministri che fanno certe dichiarazioni è assurdo». Mosse critiche simili anche nei confronti del ministro degli Interni Matteo Salvini. Insomma, una donna ribelle e intraprendente. Ricevette anche il premio di "Articolo 21 liberi di..’" promosso dall'associazione per la libertà di stampa Articolo 21 insieme alla Fsni, la Federazione nazionale della stampa italiana, l'Ordine dei giornalisti, l'Usigrai e la Casagit. Durante tutti i suoi anni il messaggio è stato forte e chiaro e l'invito, rivolto soprattutto ai giovani e ai bambini, era quello di battersi contro le ingiustizie e lottare per la pace e la libertà.

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