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Diritti

18 Marzo Mar 2019 0858 18 marzo 2019

Suraya Pakzad, la donna che istruisce le donne dell'Afghanistan

Dal 1998 insegna alle cittadine a leggere e scrivere. Ha iniziato allestendo una scuola segreta tra le mura di casa e, dal 2001, la sua associazione è diventata legale.

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Suraya Pakzad Afghanistan

Sono molti i Paesi in cui l’istruzione rimane ancora un lusso riservato solo agli uomini. Nonostante gli enti umanitari e le organizzazioni continuino a denunciare questa e altre forme di discriminazione, il cammino verso il cambiamento è ancora lungo. In Afghanistan, per esempio, anche dopo l’accordo di pace sancito a Doha, a gennaio 2019, tra Stati Uniti e Talebani, la condizione delle donne non sembra essere migliorata. E tra i molti diritti che ancora vengono loro negati, persiste quello all’educazione. E proprio di questa causa Suraya Pakzad si occupa da anni. Nel 1998 ha fondato Voice of Woman, una associazione che assiste le cittadine e offre loro cure mediche, rifugi, consulenze legali e possibilità di reinserimento sociale. Un progetto realizzato con fatica, nato tra le mura del trilocale dove viveva con i quattro figli che lei decise di trasformare in una scuola segreta per insegnare alle ragazze a leggere e scrivere.

SURAYA E GLI ANNI DI ISTRUZIONE SEGRETA

Erano gli anni più pesanti del dominio talebano e la decisione di portare avanti un progetto segreto era rischiosa. L’educazione femminile era considerata un crimine ma Suraya Pakzad ha continuato a istruire le ragazze dentro casa sua e ha anche creato, con l’aiuto di amici, altre dieci scuole nascoste nella città di Kabul. Quando aveva solo 12 anni, la sua preside venne uccisa davanti suoi occhi, solo perché non era vestita in modo adeguato. Da quel momento capì quanto era importante, per le donne, essere informate su quanto succedeva nel Paese e acquisire le nozioni necessarie per poter difendere i propri diritti. Parallelamente ai corsi di alfabetizzazione, si è accorta così di un ulteriore problema, altrettanto rilevante: la mancanza di accesso alla giustizia per le cittadine. È così che, sempre con il sostegno dei suoi «complici», in questo caso avvocati, ha anche allestito uno spazio legale dove le donne potevano ottenere consulenze e informazioni in merito alla loro condizione.

DAL 2001 VOICE OF WOMAN È DIVENTATA LEGALE

L’associazione iniziò ad operare apertamente solo dopo il 2001, anno in cui cambiò il regime. Dopo anni vissuti sotto l’oppressione di un controllo rigido, le zone periferiche della Nazione rischiavano di rimanere indietro sui progressi della società. Per questo decise di trasferire la sede principale di Voice of Woman nella provincia di Herat, più arretrata e conservatrice. Il lavoro di Suraya ha ottenuto numerosi riconoscimenti, non solo a livello nazionale. Nel 2009, la rivista TIME la inserì tra le 100 persone più influenti nel mondo. Ha ricevuto anche numerose lauree ad honorem da prestigiose università del New Jersey, della Pennsylvania e di altre città degli Stati Uniti.

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