We Can Do It!

Diritti

7 Marzo Mar 2019 1129 07 marzo 2019

Chi era Teresa Noce, partigiana e attivista per i diritti delle donne

Fondatrice del Pci, madre costituente e scrittrice sempre impegnata per i diritti delle donne. La presidente del Senato la ricorda alla riedizione del suo primo libro Ma domani farà giorno.

  • ...
Teresa Noce Attivista Donne

Il suo nome è poco conosciuto al grande pubblico e forse anche per questo la presidente del Senato ha deciso di tributarle finalmente un doveroso omaggio, partecipando alla riedizione del suo primo libro Ma domani farà giorno, uscito nel 1952 con la prefazione di Pietro Nenni. La storia di Teresa Noce è nota a pochi, eppure di lei, partigiana, madre costituente e sindacalista per i diritti delle donne, dovrebbero occuparsi i testi di storia, per l'importanza del ruolo svolto nella vita politica del Paese negli annni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.

L'ABBANDONO DELLA SCUOLA PER SOSTENERE LA FAMIGLIA

Nata a Torino nel 1900 da una famiglia di umilissime origini, Teresa Noce è stata operaia, attivista, esule, combattente per la libertà nella guerra di Spagna e infine giornalista e scrittrice. Da piccola fu costretta a lasciare la scuola, prima ancora di terminare le elementari, per contribuire al bilancio familiare. Autodidatta, a17 anni fu assunta alla Fiat come tornitrice e tre anni più tardi, con altri ragazzi, fondò il Circolo giovanile socialista torinese di Porta Palazzo.

LA FONDAZIONE DEL PCI E LA FUGA DALL'ITALIA

Qui conobbe lo studente di Ingegneria (Luigi Longo) che avrebbe poi sposato, dal quale ha avuto tre figli e col quale ha condiviso lunghi anni di lotte. Nel 1921 fu fra le fondatrici del Partito comunista italiano e cinque anni pù tadi decise di espatriare col marito. Prima a Mosca, poi a Parigi. Per anni è stato un andirivieni di Teresa tra le due città, con frequenti puntate clandestine in Italia, per organizzare la lotta antifascista. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Teresa fu internata nel campo di Rieucros. Quando, per intervento dei sovietici, fu liberata non riuscì a ricongiungersi ai figli, a Mosca, per il cambiamento delle alleanze militari. Restò così a Marsiglia, dove, per conto del Partito comunista francese, diresse il Moi (l'organizzazione degli operai immigrati) e s'impegnò nella lotta armata condotta contro i tedeschi e i collaborazionisti.

L'ARRESTO E LA DEPORTAZIONE AI LAVORI FORZATI

Durante una missione a Parigi, all'inizio del 1943, l'antifascista italiana fu arrestata. Mesi di carcere, prima che i nazisti scoprissero chi fosse e la deportassero, prima nel lager di Ravensbruck, poi in Cecoslovacchia dove, a Holleischen, le toccarono i lavori forzati in una fabbrica di munizioni. Tornerà in Italia soltanto dopo che l'Armata rossa avrà liberato il campo e il 2 giugno 1946 sarà tra le 21 donne italiane dell'Assemblea costituente.

LA PROPOSTA DI LEGGE PER LE LAVORATRICI MADRI

Nel 1948 fu eletta deputato e sarà proprio Teresa Noce a proporre quella che, nell'agosto 1950, diventerà la legge per la "Tutele fisica ed economica delle lavoratrici madri". La legge 860 diverrà così la base della successiva legislazione sul lavoro femminile. Dopo il divorzio da Longo, Teresa Noce si allontanò progressivamente dalla vita politica. Dal 1959 fece parte, per alcuni anni, del Cnel in rappresentanza della Cgil, prima di morire nel 1980.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso