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Diritti

22 Febbraio Feb 2019 0817 22 febbraio 2019

Chi è Shamsia Hassani, la prima graffitista donna in Afghanistan

Classe 1988, l'artista vuole dare un nuovo volto a Kabul e sensibilizzare la popolazione femminile sui tanti diritti negati. A dominare i murales è il colore azzurro, simbolo di libertà.

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Shamsia Hassani

L’Afghanistan è ancora patria di una mentalità integralista e incline alla disparità di genere. Negli anni le cose sono migliorate, ma il problema della condizione femminile rimane una questione viva e aperta. La società riconosce alle donne la sola funzione domestica e riproduttiva. In poche parole, le figlie, le mogli e le madri sono strumenti di proprietà degli uomini. Vivono sotto la supremazia maschile, costrette al silenzio e alla discriminazione, che nega loro la maggior parte dei diritti civili e umani. Ma in questa realtà così conservatrice, il desiderio di lottare è forte, così come i tentativi di cambiare le cose. E un esempio è l’impegno attivo di Shamsia Hassani, la prima graffitista afghana, che attraverso l’arte cerca di comunicare un messaggio di speranza e di rinascita. Protagoniste delle sue opere, le donne, raffigurate con il burqa, l’indumento tipico che sono obbligate ad usare e che ricopre loro il capo e parte del viso.

LA SUA ARTE È PER TUTTE

Shamsia è nata in Iran nel 1988, da profughi afghani. Nel 2005 si è trasferita a Kabul dove si è iscritta all’Università omonima per studiare arte tradizionale. L’amore per i murales è arrivato dopo un workshop tenuto da un graffitista inglese, Chu. L'incontro fu rivelatorio perché le introdusse la forza comunicativa di questo genere artistico. In un Paese come il suo, la cultura rischia di rimanere in ombra, se esposta in mostre o gallerie, mentre i muri sono visibili da tutti (e gratuti) in modo diretto e immediato. Dopo gli studi è diventata docente universitaria di scultura e una delle fondatrici di Berang Arts Organization (organizzazione che promuove la cultura e l’arte in Afghanistan). Nel 2009 è stata selezionata come una delle Top 10 per l’ Afghan Contemporary Art Prize (premio di arte contemporanea afgano).

I GRAFFITI CHE NASCONDONO LE BRUTALITÀ DELLA GUERRA

L’intento è quello di dare un nuovo volto alla città di Kabul, cercando di liberarla dall’oscenità della guerra. La street art di Shamsia è dedicata alle donne afghane, che lei dipinge utilizzando l’azzurro, colore che lei associa alla libertà, come tono dominante. Il suo è un modo di raccontare le storie della popolazione femminile, che altrimenti non avrebbe voce. E per poterlo fare, rischia quotidianamente molestie o violenze, aggirandosi da sola per le strade periferiche e diroccate del posto. Ecco perché la giovane ha trovato anche un'alternativa digitale al suo lavoro sui muri. Un progetto che ha chiamato Dreaming Graffiti e che raccoglie scorci fotografici del luogo modificati grazie all’aiuto di Photoshop oppure stampati e ridipinti a mano. Il suo sogno è che l’immagine femminile possa essere guardata con occhi diversi e, intanto, la sua arte è arrivata anche in India, Italia, Iran e Germania che le hanno dedicato esposizioni presso le ambasciate straniere di Kabul. Un’altra ambizione è quella, in futuro, di poter lavorare con Bansky, uno dei maggiori esponenti dei dipinti da strada e di aprire una scuola tutta sua per diffondere i suoi insegnamenti.

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