22 Febbraio Feb 2019 1842 22 febbraio 2019 Aggiornato il 14 marzo 2019

Chi è Greta Thunberg, la giovane attivista che difende il Pianeta

A soli 16 anni ha già partecipato a conferenze mondiali per chiedere alle autorità di risolvere i problemi ambientali, cambiamento climatico in primis. Ed è stata proposta per il Nobel per la Pace.

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Greta Thunberg

L’attivismo sta diventando sempre di più una questione giovanile, con manifestazioni che coinvolgono anche le nuove generazioni. E la storia, diventata di portata internazionale, di Greta Thunberg ne è esempio. L’appena 16enne svedese, affetta da Sindrome di Asperger, è diventata la paladina del Pianeta, grazie alle sue lotte contro il cambiamento climatico. Un problema che non è da considerarsi secondario, come più volte lei stessa ha spiegato nei suoi interventi pubblici. Il 21 febbraio a Bruxelles ha incontrato le ragazze impegnate nel suo stesso obiettivo in Belgio e Germania ed è scesa in piazza, in una marcia, insieme a molti altri per chiedere l’azione della classe politica. In quest’occasione ha parlato davanti ai rappresentanti delle istituzioni europee richiamando l’attenzione sull’urgenza di intervenire per una questione che mina la salvaguardia dell’ambiente. La tappa successiva è stata quella di Parigi, il 22 febbraio, dove è stato organizzato un evento analogo, mentre il 15 marzo è prevista un mobilitazione internazionale ribattezzata Global Strike For Future a sostegno degli stessi ideali.

PROPOSTA PER IL NOBEL PER LA PACE

In occasione dell' 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, Greta Thunberg è stata nominata donna dell'anno nel suo Paese, in base a un sondaggio dell'istituto Inzio per il giornale Aftonbladet. Non solo: il 14 marzo è stata proposta per il premio Nobel per la pace da tre parlamentari norvegesi in segno di riconoscimento per il suo impegno contro la crisi climatica e il riscaldamento globale, riporta il settimanale Time. «Abbiamo nominato Greta perché la minaccia del clima potrebbe essere una delle cause più importanti di guerre e conflitti», ha detto il parlamentare Freddy Andre Oevstegaard.

L’IMPEGNO ATTIVISTA TRAMITE GLI SCIOPERI SCOLASTICI

L’eco della voce di Greta aveva iniziato a risuonare nell’estate 2018, quando ha promosso uno sciopero scolastico per sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio ambientale. Dal 20 agosto, si è rifiutata di partecipare alle lezioni, rimanendo seduta, su un tappetino azzurro, davanti al Parlamento di Stoccolma. I media locali e internazionali le hanno puntato i riflettori addosso durante questa protesta durata fino al 9 settembre, giorno di elezioni in Svezia. E l’iniziativa non è passata inosservata neanche agli occhi di alcuni leader politici del Paese che si sono fermati a parlare con lei. La sua fama ha poi superato i confini nazionali tanto che il Guardian l’ha voluta intervistare. «Lo faccio perché nessun altro sta facendo niente. È una mia responsabilità morale fare ciò che posso», ha dichiarato alla testata, aggiungendo: «Voglio che i politici diano priorità alla questione climatica e la trattino come una crisi». Un attivismo, il suo, che ha contagiato anche il resto della sua famiglia. I genitori infatti hanno iniziato a leggere e informarsi sulla causa, e la madre, nota cantante lirica, ha rinunciato a viaggiare a causa degli effetti negativi dell’aviazione sul sistema.

L’INTERVENTO A COP24 IN POLONIA

Nel dicembre 2018, la Cop24 (Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico) si è riunita a Katowice, in Polonia e, insieme ai portavoce dei 196 governi partecipanti c’era anche Greta, che non ha esitato a dire la sua. «La nostra civiltà è sacrificata per l’opportunità di un ristretto numero di persone di continuare a fare enormi quantità di soldi». Queste le dure parole usate nel discorso che ha tenuto di fronte alle autorità, apparse cariche di una responsabilità che in pochi sembrano volersi assumere. «Ho imparato che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza» e, volgendo uno sguardo al domani ha continuato: «Nel 2078 celebrerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò dei figli, magari mi chiederanno di voi. Del perché non avete fatto nulla finché eravate in tempo per farlo. Dite di amare i vostri figli, ma state rubando il loro futuro davanti ai loro occhi». Semplici ma efficaci frasi capaci di riassumere anni di incontri poco produttivi.

LA PARTECIPAZIONE AL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS

Dopo aver presenziato alla Cop24, la studentessa è andata a Davos in occasione della annuale riunione del World Economic Forum, la fondazione senza scopo di lucro che ospita ogni inverno intellettuali e giornalisti per discutere dei problemi più urgenti a livello globale. Per raggiungere la città svizzera si è spostata rigorosamente in treno, preferendo un viaggio interminabile all’uso dell’aereo. Che, in linea con ciò in cui crede, rifiuta di prendere rinunciando agli eventi troppo distanti da casa. Per questo appuntamento ha realizzato un video dove ha spiegato la sua posizione, rivolgendosi ancora una volta ai politici. «C’è gente che dice che non stiamo facendo abbastanza. Ma non è vero. Perché per non fare abbastanza bisogna comunque fare qualcosa». Infine l'appello: «Vi chiedo di schierarvi dalla parte giusta della storia».

MOLTI ALTRI GIOVANI UNITI NELLE PROTESTE

Nonostante a Davos non stia stata presa troppo in considerazione, oscurata dalla priorità di altri problemi, la giovane porta avanti la sua battaglia con determinazione e le sue iniziative hanno ispirato migliaia di persone. Come gli studenti e apprendisti che sono scesi in piazza il 18 gennaio in Svizzera per protestare contro le emissioni di gas serra e chiedere la dichiarazione di emergenza ambientale. Losanna, Zurigo, Ginevra sono solo alcune delle città che hanno aderito. O lo sciopero scolastico organizzato nel novembre 2018 in Australia. Greta, vegana e attenta al consumo, ha scelto di manifestare il suo attivismo nel modo più efficace che conosceva. E ogni venerdì continua a saltare la scuola insieme a molti altri per manifestare pacificamente davanti a municipi o altri luoghi istituzionali.

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