We Can Do It!

Diritti

1 Febbraio Feb 2019 1653 01 febbraio 2019

Malala Yousafzai racconta le donne rifugiate nel suo nuovo libro

«È il momento di ascoltare le storie delle altre ragazze», ha commentato così l'uscita di Siamo tutti profughi la più giovane vincitrice del premio Nobel per la Pace. 

  • ...
Malala Yousafzai Libro

«È arrivato il momento di ascoltare le storie di altre ragazze», dichiara Malala Yousafzai in una intervista al quotidiano The Guardian. Perché, come lei, tante altre vivono in silenzio il peso della sofferenza. E se il suo passato è già noto a tutti, nel suo nuovo libro Siamo tutti profughi ha raccolto le testimonianze delle tante «anonime» rifugiate costrette a vivere nei campi di tutto il mondo.

L' ORIGINE DEL LIBRO

La stesura di questo libro, che la più giovane vincitrice del premio Nobel per la Pace spera venga letto anche dal presidente Trump, è durata anni. È iniziata infatti dopo la visita agli accampamenti dei profughi siriani in Giordania. Una realtà difficile e diffusa in tutto il mondo, come fa notare Malala: «Accade in America Latina, nel Sud-Est asiatico, in India e in gran parte del continente africano», ha detto la 21enne che ci ha tenuto a ricordare i pericoli a cui le ragazze, dimostrando grande coraggio, vanno incontro quando, da sole, abbandonano la loro casa camminando per giorni a fianco di estranei. «Anche i rifugiati vorrebbero tornare a casa. Ogni ragazza ha il sogno di tornare a vedere casa sua», ha poi aggiunto ricordando come queste persone abbiano il diritto di essere accettate e integrate nel nuovo Paese in cui approdano e come questo Paese debba diventare per loro una nuova casa, termine che eticamente deve essere sinonimo di protezione.

BIRMINGHAM, LA CITTÀ CHE HA ACCOLTO MALALA

Anche la stessa Malala ha scoperto una seconda patria nel Regno Unito, a Birmingham, città che la accolse per fornirle le cure dopo l’attentato. Ciò nonostante è sempre forte la nostalgia di Peshwar, terra di sapori e profumi che restano vivi nei ricordi della giovane. Il tè dolce scaldato sula stufa per esempio. O i piatti cucinati dalla madre resi migliori dall’aria di casa. È indubbio che abituarsi alle consuetudini inglesi non sia semplice. Dal cielo sempre grigio alle macchine che circolano senza suonare il clacson ripetutamente. «Non avevo mai visto automobili che rispettavano il codice della strada». Ma la vita inglese non è così disastrosa. Soprattutto quella universitaria che le ha portato nuove amicizie in un ambiente dove può essere semplicemente se stessa. Attualmente è una studentessa di filosofia, politica ed economia al college Lady Margaret Hall, che nel 1878 fu il primo riservato alle donne, presso l'università di Oxford. Un percoso accademico, il suo, che ricorda quello di Benazir Bhutto, due volte Prima Ministra pakistano, assassinata del 2007.

I SOGNI PER IL FUTURO

E chissà che tra qualche anno non sia lei a ricoprire la stessa carica. Sogno che Malala coltiva da tempo con l'obiettivo di innescare dall’interno del Paese, un processo di cambiamento che diventi globale. L’Occidente, infatti, non è certo un mondo idilliaco dove il sessismo non esiste, sebbene agli occhi di molti possa sembrare un sistema democratico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso