1 Febbraio Feb 2019 2138 01 febbraio 2019

«Torturata in carcere»: chi è l'attivista saudita Loujain Alhathloul

Il fratello della donna e Human Rights Watch hanno denunciato le violenze subite dalla 29enne, imprigionata dal principe Mohammed bin Salman dal maggio 2018.

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Loujain Alhathloul Attivista Arabia

Il fratello di Loujain Alhathloul, militante saudita per i diritti delle donne arrestata nel maggio 2018 con altre 10 attiviste, ha denunciato sulla Cnn i presunti abusi subiti dalla sorella in carcere. Sui social media (solo su Twitter ha 307 mila follower) la donna ha acquisito un seguito molto esteso tra le donne dell'Arabia Saudita. A guidare, prima della liberalizzazione voluta da Riad, lei ci aveva già provato nel 2014: era partita dagli Emirati Arabi Uniti e aveva provato a passare il confine al volante. La fermarono, e le fecero fare 73 giorni di carcere. Una brutta esperienza? Sì, ma in un'intervista al Financial Times ne ha voluto sottolineare il lato positivo: «Un'opportunità unica di conoscere delle donne che non sono riconosciute».

LOUJAIN PORTA LA VOCE DELLE DONNE SAUDITE

Quello che è riuscita a fare Loujain, 29 anni, è riunire le voci di numerosissime donne intorno a sé, mentre come lei stessa spiegava sul finire del 2017, le azioni delle donne saudite erano sempre state isolate, senza mai riuscire a farsi movimento. Sempre nel 2017, Loujain è stata nuovamente arrestata, non è chiaro per quale motivo. Ma è chiaro che l'intento è intimorirla: e questo fa riflettere sui reali obiettivi del governo saudita, che evidentemente vuole sì concedere alle donne dei diritti, ma a determinate condizioni. Una libertà controllata, per impedire alle donne saudite di trovare se stesse.

«FRUSTATA, PICCHIATA E MOLESTATA»

Walid Alhathloul, il fratello, sostiene che durante una recente visita dei suoi genitori per vedere Loujain, la sorella ha riferito loro che era regolarmente frustata, percossa, sottoposta a scariche elettriche e sessualmente molestata in una cantina da lei chiamata «il palazzo del terrore». Anche altri attivisti sauditi e Human Rights Watch (Hrw) hanno denunciato che la donna e altre detenute sono state torturate e sessualmente molestate in prigione. Secondo Hrw e una persona a conoscenza dei fatti, ad almeno uno degli 'interrogatori' sarebbe stato presente Saud al-Qahtan, l'ex consigliere del principe ereditario Mohammed bin Salman, implicato nell'omicidio Khashoggi. Al-Qahtan avrebbe minacciato di violentare, uccidere e gettare una delle detenute nelle fognature.

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