18 Gennaio Gen 2019 1832 18 gennaio 2019

Chi è Leyla Guven, l'attivista che rischia la vita per il popolo curdo

Da due mesi è in sciopero della fame contro l'isolamento di Ocalan e il trattamento dei prigionieri politici. Le sue condizioni sono gravi. E hanno attivato la solidarietà di altre militanti in giro per il mondo.

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Leyla Guven Turchia

Da oltre due mesi Leyla Guven ha scelto il digiuno come estrema forma di protesta contro il trattamento riservato dalla Turchia al popolo curdo. Come deputata del Partito democratico dei popoli in Turchia (Hdp) ha dedicato gran parte dei suoi sforzi politici nel corso degli ultimi anni alla lotta contro le invasioni e occupazioni militari nei confronti delle regioni curde e contro le ripetute violazioni dei diritti umani messe in atto dal regime di Recep Tayyip Erdoğan.

LO SCIOPERO PER RICHIAMARE L'ATTENZIONE SUI PRIGIONIERI POLITICI CURDI

Il suo impegno civile non è stato sufficiente ad arginare un'escalation che l'Occidente ha colpevolmente tollerato. Ora ha scelto di offrire la sua vita in segno di protesta contro l’isolamento di Abdullah Öcalan, leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan e di altri prigionieri politici. Ma la sua salute rischia di essere sempre più a repentaglio. La deputata Ayse Acar Basaran ha sottolineato che la salute di Leyla Guven durante lo sciopero della fame è giunta al punto in cui la sua vita è in pericolo.

GLI APPELLI DELLE ALTRE ATTIVISTE NTERNAZIONALI

Da sempre in prima linea per i diritti del popolo curdo, arrestata decine di volte per il suo impegno, Leyla Guven rifiuta da novembre il cibo. «Ha crampi allo stomaco, forti emicranie», hanno detto i legali, dal 10 gennaio impossibilitati a incontrarla perché troppo debole per camminare fino all’area visitatori del carcere. Per lei e per la sua battaglia hanno deciso di spendersi altre due donne, due simboli della lotta dei popoli, due ex prigioniere politiche che hanno offerto il loro sostegno a una prigioniera politica: Guven è stata infatti imprigionata dal governo di Ankara un anno fa per aver criticato l’operazione «ramoscello di ulivo» contro il cantone curdo-siriano di Afrin

UNA LETTERA AL NEW YORK TIMES

Angela Davis, storica attivista dei diritti degli afroamericani, le ha dedicato una lettera sul New York Times: «Dopo aver dedicato anni della sua attività politica alla lotta contro le occupazioni illegali delle regioni curde da parte dello Stato turco, ora offre la sua vita come forma di protesta. Guven è di enorme ispirazione a chi nel mondo crede alla giustizia e alla liberazione». Il giorno prima erano arrivate le parole di Leila Khaled, combattente del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina: «Nelle prigioni turche e israeliane i rivoluzionari entrano in sciopero della fame per la libertà, la giustizia, per porre fine al sistema di potere che vuole spegnere le voci che vogliono democrazia. Mia cara amica Leyla, la tua pazienza e la tua lotta sconfiggeranno la fame. Ti tengo la mano, sei modello a tutte le donne del mondo».

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