Femminismo

Femminismo

11 Gennaio Gen 2019 1530 11 gennaio 2019

Chi è Sara García Gross, attivista femminista di El Salvador

La 33enne ha ricevuto il premio Simone de Beauvoir (che in passato è andato a Malala e Giusi Nicolini) per il suo impegno nella lotta per la depenalizzazione dell'aborto nel Paese Sudamericano. 

  • ...
Sara Garcia Gross

Sono passati ormai più di trent'anni dalla morte di Simone de Beauvoir, intellettuale francese e autrice del saggio Il secondo sesso, opera monumentale dove descrisse la condizione della donna e la sua sistematica oppressione basandosi su studi sociali, antropologici, biologici e psicoanalitici. Insomma per molt* una delle esponenti più importanti del femminismo del XX secolo. La cui filosofia è sopravvissuta al tempo. Tanto che ogni anno, il 9 gennaio (data di nascita dell'esistenzialista) l'Università Diderot di Parigi conferisce un premio a lei intestato a una persona, associazione, opera o azione che, ovunque nel mondo e in tutti i campi, abbia difeso o fatto progredire la libertà delle donne. Tra le personalità che hanno ricevuto in passato questo riconoscimento ci sono anche Malala Yousafzai e l'italiana Giusy Nicolini (qui la nostra intervista all'ex sindaca di Lampedusa). Vincitrice dell'edizione 2019 dell'iniziativa è stata Sara García Gross. Attivista, femminista, sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, la 33enne originaria di El Salvador è stata scelta dalla giuria per la sua lotta per la depenalizzazione dell'aborto nel suo Paese che, come Nicaragua, Honduras, Repubblica Dominicana, Haïti, Suriname, Malta e Vaticano, ancora vieta e punisce la pratica senza eccezioni.

Este miércoles 9 de enero se entrega en la Maison de l'Amérique latine de París el Premio Simone de Beauvoir por la...

Geplaatst door RFI en Español op Dinsdag 8 januari 2019

Nata in una famiglia dove la pluralità di interessi e ideologie (e il relativo rispetto) erano all'ordine del giorno, Sara ha partecipato alla Escuela de debate Feminista (scuola del del dibattito femminista) dell'associazione salvadoregna Las Dignas. «Si tratta di un processo di formazione che mira a fornire elementi di base del femminismo e della studi di genere. Questa esperienza mi ha spinto a modificare il mio approccio alla realtà e insegnato l'importanza delle battaglie delle nostre mamme, nonne e, più in generale, antenate. È grazie a loro se oggi noi salvadoregn* abbiamo accesso ai diritti fondamentali», aveva raccontato lei nel 2016.

L'attivista e femminista Sara Garcia Gross riceve il premio Simone de Beauvoir 2019.

LA BATTIGLIA PER IL DIRITTO DI ABORTO IN EL SALVADOR

Nel suo Paese, come dicevamo, Sara si batte per la depenalizzazione di quattro motivi che possono portare alla decisione di abortire: stupro, gravidanza causata dalla tratta di esseri umani, gravidanza che minaccia la vita della donna e, infine, minore età della cittadina incinta (che in El Salvador è comunque considerata come il frutto di abuso sessuale). Chiaramente l'intento non è quello di costringere chi si trova in una di queste casistiche a ricorrere all'interruzione, ma permettere alle donne di decidere da sole senza andare incontro a condanne da parte del sistema giudiziario. Perché in El Salvador, come in altri Paesi del mondo, chi è accusata di aborto (o di nascite extraospedaliere) finisce in carcere. Di queste vittime del sistema e della loro assoluzione si occupa l'associazione (Asociación Ciudadana para la Despenalización del Aborto) di cui la 33enne fa parte. «Attualmente ci stiamo occupando di 23 casi di donne che sono state arrestate dopo aver avuto emergenze ostetriche, aborti spontanei, parti prematuri non assistiti. O ancora storie di ragazze che hanno dovuto partorire in bagni o fosse. Storie che non riguardano tutte le donne di El Salvador, ma soprattutto quelle che appartengono alle classi più povere. Quelle che devono per forza far riferimento al sistema sanitario pubblico che finisce per denunciarle al posto di aiutarle ed assisterle», ha dichiarato lei Radio Francia Internacional.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso