17 Dicembre Dic 2018 2050 17 dicembre 2018 Aggiornato il 14 febbraio 2019

Chi è Charlotte Rampling, Orso d'oro alla carriera a Berlino

Riceve il premio il 14 febbraio l'attrice britannica che ha interpretato ruoli spesso controversi. Con Il portiere di notte di Liliana Cavani è diventata una diva, rimanendo però sempre fedele al cinema d’autore.

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Charlotte Rampling Orso Oro Carriera Berlino

La sua vittoria era già stata annunciata a dicembre 2018, e la premiazione dell'attrice britannica Charlotte Rampling con l'Orso d'oro alla carriera al Festival internazionale di Berlino è in programma per la serata del 14 febbraio. Durante la rassegna sono attese le proiezioni di alcuni dei film nei quali Rampling ha recitato, come Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani, Stardust Memories (1980) di Woody Allen, Il Verdetto (1982) di Sidney Lumet, Swimming Pool (2003) di François Ozon e Hannah (2017) di Andrea Pallaoro.

UN'ATTRICE CONTROVERSA E SUBLIME

Rampling è approdata sul grande schermo quando era ancora giovanissima, interpretando ruoli spesso controversi. Ha posato nuda per Helmut Newton sia negli Anni 70, sia nel 2001. E a proposito del corpo delle donne e del movimento #MeToo, nato sull'onda del caso Weinstein, ha dichiarato: «Parlarne è necessario, non importa come. Le molestie non cesseranno, ma adesso le donne che le subiranno sapranno come fare». Dieter Kosslick, direttore della Berlinale, ha spiegato così la scelta del premio alla carriera: «Sono molto felice che l'omaggio di quest'anno sia dedicato a un'attrice sublime come Charlotte Rampling, icona di un cinema emozionante e non convenzionale».

I FILM CHE SARANNO PROIETTATI DURANTE LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Rampling è stata più volte ospite a Berlino e nel 2006 ha presieduto la Giuria internazionale, ruolo che quest'anno è stato assegnato a un'altra diva, Juliette Binoche, fino a vincere l’Orso d’Argento come Miglior Attrice per 45 Years nel 2015. Salita alla ribalta con La caduta degli dei di Luchino Visconti (1969), Rampling nella sua lunga carriera ha spesso collaborato con registi italiani. Ecco l'elenco dei film che saranno proiettati il 14 febbraio, durante la cerimonia di premiazione:

  • La caduta degli dei, Italia / Germania Ovest, 1969, di Luchino Visconti
  • Charlotte Rampling: The Look, Germania / Francia, 2011, di Angelina Maccarone
  • Hannah, Italia / Belgio / Francia, 2017, di Andrea Pallaoro
  • Max amore mio, Francia / USA, 1986, di Nagisa Oshima
  • Il portiere di notte, Italia, 1974, di Liliana Cavani
  • Sotto la sabbia, Francia / Giappone, 2000, di François Ozon
  • Stardust Memories, USA, 1980, di Woody Allen
  • Swimming Pool, Francia / Regno Unito, 2003, di François Ozon
  • Il verdetto, USA, 1982, di Sidney Lumet
  • Verso il sud, Francia / Canada / Belgio, 2005, di Laurent Cantet

Charlotte Rampling al Festival di Berlino il 14 febbraio 2019.

MADRE PITTRICE, PADRE COLONNELLO

Rampling, come riportato da Coming Soon, è nata il 5 febbraio del 1946 a Sturmer, Essex, in Inghlilterra. Sua madre fa la pittrice, mentre suo padre è un colonnello dell’esercito e un ex atleta premiato alle Olimpiadi. È cresciuta fra la Francia, Gibilterra e la Gran Bretagna, terminando le scuole superiori a Londra e frequentando per qualche mese l’università a Madrid. Nel 1963 ha iniziato la carriera di modella e, così raccontano i suoi biografi, passeggiando per le strade di Londra ha incontrato l'agente che l'ha fatta entrare nel mondo del cinema.

IL NO A ROMAN POLANSKI

Il debutto è datato 1965, in Non tutti ce l’hanno di Richard Lester. L'anno successivo Rampling recita nella commedia Otto facce di bronzo, rifiutando la proposta di Roman Polanski per Cul-de-sac. Sempre nel 1966 deve affrontare una tragedia familiare: il suicidio della sorella. Alla fine degli Anni 60 arrivano le parti in Bersaglio umano di Roger Corman e La Caduta degli Dei di Luchino Visconti, che le affida il ruolo di una giovane madre deportata in un campo di concentramento con i figli.

L'AMORE PER I REGISTI ITALIANI

È l'inizio della collaborazione con i registi italiani, che la porterà a farsi dirigere da Giuseppe Patroni Griffi in Addio, fratello crudele, da Giuliano Montaldo in Giordano Bruno e da Liliana Cavani ne Il portiere di notte. Quest’ultimo film, in cui mostra il seno nudo, le bretelle e il berretto da ufficiale nazista, la trasforma in una diva, che però decide di restare fedele al cinema d’autore. Nella seconda metà degli Anni 70 recita con eccezionali compagni di set: Sean Connery, Peter O’Toole e Robert Mitchum. Da rammentare anche l’esperienza nel musical di Adriano Celentano, Yuppi Du, mentre negli Anni 80 è la volta de Il verdetto di Sidney Lumet, in cui ha la possibilità di affiancare Paul Newman, e Viva la vita di Claude Lelouch.

SUL PICCOLO SCHERMO CON LA SERIE TV DEXTER

Dopo una 'pausa' negli Anni 90, Rampling torna alla ribalta negli Anni 2000 con François Ozon, che le offre la parte della protagonista di Sotto la sabbia. Sempre sotto la direzione di Ozon, Charlotte girerà anche Swimming Pool, Angel e Giovane e bella. Poi si concede di nuovo all’Italia, dicendo sì a Gianni Amelio per Le chiavi di casa. E si distingue anche in televisione, con la miniserie Restless e il personaggio della dottoressa Evelyn Vogel in Dexter.

Charlotte Rampling nel 1968.

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