8 Dicembre Dic 2018 2038 08 dicembre 2018

Chi era Liudmila Alekseieva, la veterana russa dei diritti umani

Si è spenta all'età di 91 anni l'attivista che dal 1968 denunciava i costanti soprusi sui più deboli: prima nella Russia del comunismo, poi in quella di Vladimir Putin.

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Liudmila Alekseieva Diritti Umani

Era una guerriera Liudmila. Una di quelle che avevano combattuto tutta una vita per un unico grande ideale, Per quello che gli pareva giusto. Anche più giusto della propria felicità. Perché lottare per i diritti umani in Unione Sovietica prima e nella Russia di Vladimir Putin poi non è stata una cosa semplice. L'8 dicembre 2018 Liudmila Alekseieva si è spenta all'età di 91 anni ma con ancora tante cose da dire e da fare. A dare la notizia del decesso, avvenuto a Mosca, è stato Mikhail Fedotov, a capo della Commissione per i diritti umani presso la presidenza russa.

I DISSAPORI CON IL PARTITO COMUNISTA

Una donna intransigente e dall'animo nobile, una donna incapace di tacere davanti alle ingiustizie e ai soprusi. Anche per questo, in dissenso con le linee guida dell'URSS, nell'aprile del 1968 venne espulsa dal Partito Comunista e licenziata dal suo posto di lavoro presso una casa editrice. L'intento era di emarginare Alekseieva facendo sì che la sua voce si spegnesse nell'indifferenza totale. Ma questo non la intimorì, né tantomeno la fermò. Dal 1968 al 1972 ha infatti lavorato clandestinamente come dattilografa per il The Chronicle of Current Events un bollettino illegale dedicato alle violazioni dei diritti umani nell'URSS.

DALLA RUSSIA AGLI STATI UNITI

Nel febbraio 1977 Alexeyeva fu però costretto a emigrare per non rischiare la deportazione in siberia. La meta scelta per la fuga dall'URSS furono gli Stati Uniti. Qui trovò terreno fertile per continuare nelle sue attività per i diritti umani come rappresentante straniero del Gruppo di Helsinki di Mosca. Diventata cittadina statunitense nel 1982, scrisse regolarmente sul movimento dissidente sovietico per pubblicazioni in lingua inglese e russa negli Stati Uniti, e nel 1985 pubblicò la prima monografia completa sulla storia del movimento anti-comunista dal titolo Soviet Dissent.

IL RITORNO IN RUSSIA

Quando nel 1993 l'Unione Sovietica cessò ufficialmente di esistere, Liudmila Alekseieva decise di ritornare in patria. Lo fece per portare in Russia l'attivismo politico e sociale che ne aveva caratterizzato sino a quel momento l'intera esistenza. Quando poi nel 2000 venne chiamata per far parte a una commissione istituita con il compito di consigliare il presidente Vladimir Putin sulle questioni dei diritti umani, Alekseieva pensava di avercela fatta. Di essere finalmente riuscita ad aprire una breccia in quella terra da sempre periferia dei diritti civili e umani. Fu però un'illusione dato che la donna iniziò una critica crociata nei confrontidel Cremlino accusando il governo più volte di numerose violazioni dei diritti umani. Una battaglia che portò avanti sino all'ultimo giorno della sua vita.

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