26 Novembre Nov 2018 0800 26 novembre 2018

Chi era Frances Kelsey, la donna che disse no alla talidomide

La farmacologa canadese, a cavallo tra gli Anni '50 e '60, salvò la vita a tanti neonati opponendosi alla distribuzione negli Stati Uniti del farmaco, che poi si scoprì avere effetti devastanti sui feti.

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Frances Kelsey Talidomide

Ci sono donne brillanti che, nonostante abbiano lasciato un profondo segno nella Storia, sono rimaste nell'ombra e ingiustamente dimenticate a causa del sessismo della loro epoca che tendeva a cancellare le loro azioni e a dare credito soltanto a quelle degli uomini. La farmacologa canadese Frances Kelsey è una di queste. In quante conosciamo il suo nome? Eppure è grazie a lei se la talidomide è stata bandita negli Stati Uniti.

CHE COS'È LA TALIDOMIDE

La talidomide è un farmaco sviluppato dal medico e chimico tedesco Heinrich Mueckter e distribuito dal 1957 dalla società tedesca Chemie Grünenthal in più di 40 Paesi (Italia inclusa). All'epoca prevalentemente assunto dalle donne nella fase precoce della gravidanza per calmare nausea e malessere, venne perfino ribattezzato con l'appellativo di “miracoloso” (wonder drug) talmente era ritenuto sicuro ed efficace.

I DUBBI DI FRANCES

Nel settembre 1960, la dottoressa Kelsey era appena stata assunta dalla FDA (Field Science and Laboratories) a Washington. Il suo primo compito fu proprio quello di esaminare la richiesta inoltrata dalla casa farmaceutica Richardson-Merrell per l’autorizzazione al commercio della talidomide. La sua presenza nel mercato mondiale e le ottime credenziali lasciavano presupporre una rapida approvazione. Ma la dottoressa Kelsey oppose un netto rifiuto, motivato dall'insufficienza e incompletezza dei dati sulla sicurezza del prodotto: non fornivano, infatti, alcuna informazione circa gli effetti sullo sviluppo del feto. Nonostante le pressioni dalla società che tentò in un tutti i modi di forzarne l’approvazione, Frances non retrocesse di un passo dalla sua posizione.

BANDITO DAL COMMERCIO

Intanto, tra il 1957 e il 1962, si cominciò ad assistere ad un improvviso aumento su scala internazionale dei casi di focomelia nei figli di donne che avevano assunto la talidomide. Circa diecimila furono infatti le nascite di bambini deformi, o addirittura privi di gambe e braccia. Un dramma che risuonò presto sui giornali di tutto il mondo. L'azienda Grünenthal fu costretta ad ammettere che il medicinale non era mai stato provato su gestanti per valutare gli effetti sul feto. Gli studi epidemiologici e test sugli animali successivamente condotti confermarono inoltre la relazione tra talidomide e focomelia. Dopo due anni di braccio di ferro con la dottoressa Kelsey, nel marzo 1962, la Merrell ritirò finalmente la richiesta di licenza.

LA SUA VITA

Nata nel 1914 in Canada, conseguì la laurea di primo livello in Farmacologia a Montreal nel 1934, in un'epoca in cui il mondo scientifico non guardava con favore la presenza di donne col camice bianco dentro ad un laboratorio. Nel 1936 iniziò a lavorare per il dipartimento di farmacologia all'Università di Chicago. Due anni dopo, conseguì il Dottorato di ricerca in farmacologia nella stesso ateneo. Nel 1942 mentre era impegnata in studi sulla cura della malaria si accorse che alcuni farmaci erano capaci di superare la barriera placentare. Una scoperta che risultò fondamentale alla luce della sua futura battaglia all'interno dei laboratori della FDA a Washington, dove, come abbiamo detto, approdò nel 1960. Kelsey continuò a lavorare fino all'età di 90 anni per la stessa agenzia. Si è spenta nel 2015 a Londra all'età di 101 anni dopo una vita interamente dedicata alla ricerca e a orientata al bene, tanto che il suo operato le è valso il Premio del Presidente per eminente servizio civile federale (President's Award for Distinguished Federal Civilian Service) ricevuto nel 1962 dal presidente John F. Kennedy. Fu la seconda donna nella Storia ad essere insignita di tale onorificenza. Nel 2000 fu inoltre inserita nella National Women'Hall of Fame.

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