23 Novembre Nov 2018 1834 23 novembre 2018

Il fenomeno Rupi Kaur, tra femminismo e guerra ai tabù

Ha iniziato a scrivere per «sopravvivere». E riscosso un successo mondiale. Amore, violenza ed empowerment femminile nelle sue poesie illustrate che racconta via Instagram.

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Rupi Kaur Poesie Instagram

La poesia è sempre più pop e il merito è di Instagram. Negli ultimi anni il potente social network ha dato una incredibile popolarità mainstream ai nuovi poeti moderni, i cosiddetti Instapoets. Regina di questa generazione di cantori di versi online è senza dubbio Rupi Kaur, 25enne indo-canadese che con le sue poesie, spesso accompagnate da disegni stilizzati, ha conquistato 3,2 milioni di follower. Amore, violenza sessuale, immagine del corpo ed empowerment femminile sono le questioni che la giovane poetessa affronta con audacia; temi che aveva già affrontato in Rete ma con linguaggi diversi. Celebre è la sua foto su Instagram che la ritrae sdraiata su un letto con i pantaloni e le lenzuola macchiati dal sangue mestruale. Un ritratto che ha fatto scandalo, e che è stato mira di un duro backlash. Al social che aveva censurato la foto, Kaur rispose sottolineandone l’ipocrisia della scelta: «Non mi scuserò per non aver nutrito l'ego e l'orgoglio della società misogina, che accetta il mio corpo in mutande ma a cui non va bene una piccola perdita». Con quell’atto provocatorio l’artista è riuscita a triplicare i suoi follower e per loro ha cominciato a pubblicare brevi poesie, minimaliste e dirette, che hanno dato il via alla sua scalata verso la celebrità.

LA VITA DI UNA RAGAZZA INDIANA IN AMERICA

Nata in India, Rupi Kaur è arrivata in Canada quando aveva quattro anni. Il padre, trasferitosi a Toronto come rifugiato politico nei primi Anni ’90, è stato raggiunto poco dopo dalla moglie e dalle loro due figlie. Timida e introversa, da piccola Rupi non è stata una bambina loquace, soprattutto nei confronti dei suoi coetanei. Il non saper padroneggiare bene la lingua inglese la rendeva molto insicura; il suo linguaggio è stato sbloccato dall’invito della madre a esprimersi e comunicare attraverso l’arte pittorica e i disegni. È stato attorno ai 12 anni, dopo aver vinto un piccolo concorso scolastico, che la passione per la scrittura si è fatta incontenibile. Kaur ha poi studiato Poesia al college, dove si è dedicata anima e corpo alla composizione, ai reading e alle arti visive. Con la sorella ha realizzato il tanto chiacchierato Period, un lavoro fotografico sul ciclo mestruale, sviluppato per un corso di retorica al college, il cui obiettivo era sfidare un tabù raccontando una storia senza l’uso delle parole. Prima di sperimentare la sua poesia su Instagram, Kaur ha pubblicato dei video delle sue performance poetiche sul canale YouTube, un mezzo che le ha permesso di raccogliere un primo stuolo di fan.

thank you @instagram for providing me with the exact response my work was created to critique. you deleted a photo of a woman who is fully covered and menstruating stating that it goes against community guidelines when your guidelines outline that it is nothing but acceptable. the girl is fully clothed. the photo is mine. it is not attacking a certain group. nor is it spam. and because it does not break those guidelines i will repost it again. i will not apologize for not feeding the ego and pride of misogynist society that will have my body in an underwear but not be okay with a small leak. when your pages are filled with countless photos/accounts where women (so many who are underage) are objectified. pornified. and treated less than human. thank you. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀ ⠀ ⠀⠀⠀⠀ ⠀⠀⠀⠀ ⠀ ⠀⠀⠀ ⠀ this image is a part of my photoseries project for my visual rhetoric course. you can view the full series at rupikaur.com the photos were shot by myself and @prabhkaur1 (and no. the blood. is not real.) ⠀⠀⠀⠀⠀⠀ ⠀ ⠀⠀⠀⠀ ⠀⠀⠀⠀ ⠀ i bleed each month to help make humankind a possibility. my womb is home to the divine. a source of life for our species. whether i choose to create or not. but very few times it is seen that way. in older civilizations this blood was considered holy. in some it still is. but a majority of people. societies. and communities shun this natural process. some are more comfortable with the pornification of women. the sexualization of women. the violence and degradation of women than this. they cannot be bothered to express their disgust about all that. but will be angered and bothered by this. we menstruate and they see it as dirty. attention seeking. sick. a burden. as if this process is less natural than breathing. as if it is not a bridge between this universe and the last. as if this process is not love. labour. life. selfless and strikingly beautiful.

IL SUCCESSO DI MILK AND HONEY

Nel 2014, dopo aver ricevuto una sfilza di no da case editrici e riviste letterarie, Kaur decise di autopubblicare la sua prima raccolta intitolata Milk and Honey: una mossa coraggiosa, forse l’unico modo per poter sentire la voce di una giovane donna Punjabi-Sickh che denuncia abusi e traumi femminili. Centro della sua poetica è il corpo. Vittima di abusi, Kaur ha vissuto un lungo periodo di depressione e di non accettazione. La poesia l’ha aiutata a gestire il dolore fisico e quello emozionale: «La scrittura è stata la risposta al mio trauma. Ho scritto, ho scritto e ho scritto con l’intenzione di sopravvivere. È stata la poesia che mi ha portato a reclamare il mio corpo e amare me stessa». Il libro, che dopo il successo in Nord America è stato pubblicato dalla Andrews McMeel Publishing, è stato uno dei fenomeni letterari degli ultimi anni, tradotto il 35 lingue ha venduto più di tre milioni di copie, conquistando il primo posto nella classifica del New York Times.

LE CRITICHE DAL MONDO LETTERARIO

«Questa è una poesia che aspira a essere un messaggio libero, intensamente diretto e femminista», è così che il Times ha definito la sua arte, ma non tutti sono d’accordo. Tante sono le critiche che giungono, soprattutto dall’ambiente letterario che ha definito la sua scrittura come imperfetta, «la morte della poesia». Il suo lavoro è stato paragonato ai versetti da biglietti d’auguri e la celebre poetessa Rebecca Watts le ha dato della dilettante, aggiungendo che «se vogliamo promuovere il tipo di cultura critica intelligente, necessaria per combattere gli effetti del populismo in politica, dobbiamo smettere di celebrare il dilettantismo e l'ignoranza nella nostra poesia». Opinioni che non tengono conto del coraggio e della bellezza della scrittura della Kaur, che sfida un mondo (anche letterario) saturo di voci maschili. Nonostante le critiche feroci, le donne che leggono le sue poesie continuano a ringraziarla; le sue parole sono considerate particolarmente importanti per le donne indiane, perché aprono gli occhi su questioni di cui normalmente non si parla. Alla faccia delle polemiche più aspre, Kaur è stata inclusa nell’elenco 30 under 30 della rivista Forbes, ha partecipato a un episodio della serie 100 Women della BBC, ha tenuto il suo TEDx talks ed è stata editor di Mays Literary Anthology of New Writing, che ogni anno seleziona le più innovative voci letterarie tra gli studenti di Cambridge e Oxford.

LA FORZA POETICA DI THE SUN AND HER FLOWERS

«Nell’ultimo giorno d’amore/mi si è incrinato il cuore dentro al corpo», si apre così il secondo libro intitolato The sun and her flowers (Tre60), una raccolta che fa esplodere tra le pagine il dolore di un amore che appassisce, il vuoto della depressione dopo una violenza, la forza delle nuove radici da piantare dopo anni di migrazioni, la crescita di un nuovo amore e il fiorire della bellezza di una donna. La stella di Kaur non smette di brillare, ed è sul palco che la sua luce incanta di più. Pronta a esibirsi in America, dopo un lungo tour che ha registrato il tutto esaurito in India e nel Regno Unito, l’artista stupisce per l’interpretazione ispirata delle sue poesie, che si animano nella sua voce calda e nei disegni nell’aria che realizza con i movimenti gentili delle mani. Le sue performance attirano un pubblico sempre più numeroso, fatto di giovanissimi che la venera come una vera e propria popstar. Si assiste così alla rinascita della poesia e si scopre che è femmina.

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