25 Ottobre Ott 2018 1929 25 ottobre 2018 Aggiornato il 07 novembre 2018

Alessandra Biaggi, l'italoamericana che corre alle elezioni di Ny

Democratica, 33 anni, originaria di Bettola, ha vinto alle elezioni midterm del 6 novembre aggiudicandosi una poltrona in Senato. Il #MeToo tra i suoi temi forti.

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Alessandra Biaggi Usa Elezioni

In corsa alle midterm Usa del 6 novembre, per il Senato dello Stato di New York, c'era una candidata italiana al 98,9% che si è aggiudicata una vittoria: Alessandra Biaggi. Democratica, 33 anni, è uno dei volti che vogliono rivoluzionare il partito dell'asinello americano, assieme alla 27enne Julia Salazar e alla portoricana Ocasio-Ortez. Tutte e tre avevano vinto le primarie interne il 13 settembre.

DA BETTOLA AL BRONX

La vittoria più clamorosa alle primarie, come racconta Vanity Fair, è stata proprio quella di Alessandra, che nel 34esimo distretto di New York (quello del Bronx) ha messo al tappeto il democratico Jeffrey Klein. Uno degli uomini più potenti dello Stato, che in campagna elettorale aveva raccolto 3 milioni di dollari per la sua campagna. Il 6 novembre si scontra con il repubblicano Richard Ribustello (un altro italoamericano) per la poltrona del parlamento di Ny. La famiglia della Biaggi è originaria di Bettola (il paese in provincia di Piacenza in cui è nato Pierluigi Bersani) e si trasferì negli Usa all'inizio del '900.

L'ADESIONE A #METOO

«Nella vita politica newyorchese», spiega sul suo sito, «siamo sono sottorappresentate: solo il 22% dei senatori dello Stato sono donne, contro il 50% della popolazione femminile. Le mie priorità saranno espandere il diritto di voto, aumentare i finanziamenti alle scuole pubbliche, garantire l'assistenza all'infanzia e assicurare che ognuno nel distretto abbia un buon lavoro e ben pagato». A VF la candidata ha raccontato la sua storia personale, la storia di una ragazzina di circa sette anni, che viene abusata da una donna in più occasioni e si tiene tutto dentro per più di vent’anni. Ora che gli Usa si apprestano alle prime elezioni dopo lo scandalo Weinstein, la dem ha raccontato la sua storia per essere d’aiuto alle altre: «Il movimento ha dato a tante donne una voce, la loro. Ha fatto capire loro che non devono più vergognarsi di parlare di alcuni temi. Io, sono una delle tante che l’ha capito».

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