22 Ottobre Ott 2018 2003 22 ottobre 2018

Chi era Angelica Angelinetta, simbolo della lotta alla fibrosi cistica

Non ha vinto la battaglia contro la malattia con cui conviveva da 26 anni. E di cui aveva parlato senza fronzoli anche sui social. Invitando tutti a sostenere la ricerca.

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Angelica Angelinetta

Sui social non aveva lasciato trasparire, nemmeno per un momento, le difficoltà di convivere con una malattia che, da 26 anni, continuava a togliere ossigeno ai suoi giorni. E aveva sempre sostenuto a gran voce la necessità di appoggiare la ricerca che, coi suoi progetti, restituiva un minimo di speranza a chi, come lei, era stata abituata ad assaporare ogni momento come se fosse l’ultimo. Angelica Angelinetta, paladina della lotta contro la fibrosi cistica, ha perso una battaglia durata una vita e affrontata con il coraggio e la tenacia di una ragazza costretta a fare i conti con un male per cui non esiste una cura.

LA PALADINA DELLA LOTTA CONTRO LA FIBROSI CISTICA

Originaria di Dongo (Como) e diventata il simbolo della lotta contro la fibrosi, la giovane 26enne ha sempre parlato della sua malattia in maniera onesta, senza mai piangersi addosso. E, in una delle tante didascalie a corredo delle foto pubblicate sul suo profilo Facebook, scriveva: «La fibrosi è, probabilmente, la causa dei miei più grandi problemi e pensieri, ma è questa bestia che mi ha fatto diventare quella che sono, che mi ha fatto conoscere le persone più importanti e speciali, che mi ha fatto capire i valori della vita e mi ha permesso di circondarmi di persone stupende». Particolarmente grata alla famiglia, che l’aveva sempre aiutata «a gestire la difficoltà dei ricoveri e a trasformare l’appuntamento con le terapie giornaliere in una quotidianità necessaria ma per niente pesante», fino agli ultimi giorni di vita ha dato attenzione alle parole e ai pensieri delle persone che la invitavano a non mollare. E alle quali rispondeva, invitandole a informarsi e a contribuire attivamente alla lotta contro la malattia genetica da cui era affetta.

L'IMPEGNO NELLA RICERCA

Da sempre attiva sul fronte della ricerca, nel 2015, grazie all’aiuto dell’amica Elisa, aveva organizzato la Marafibrositona, una corsa non competitiva di 5 chilometri a Gravedona e Uniti, lungo le rive del lago. La quarta edizione dell’iniziativa, originariamente prevista per luglio, poi rimandata a settembre per l’aggravarsi delle sue condizioni, aveva aiutato ad avviare due progetti di ricerca, grazie agli 83mila raccolti. Un risultato di cui andava orgogliosa e che, assieme a quel trapianto ai polmoni, subìto nell’aprile 2017, le aveva infuso rinnovata fiducia nelle potenzialità della scienza. Sapeva, in cuor suo, di non poter guarire ma contava sulla speranza di poter vivere meglio il tempo che le rimaneva da vivere. «Sostenete la ricerca, vogliamo guarire», era questo l’appello di cui Angelica si faceva portavoce, parole ripetute ora dai suoi familiari che hanno chiesto, a chiunque lo desiderasse, di far sentire la propria vicinanza attraverso una piccola offerta al portale www.fibrosicisticaricerca.it.

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