Femminicidio

Femminicidio

21 Ottobre Ott 2018 1920 21 ottobre 2018

Le cose da sapere sul femminicidio di Veronica Valenti

L'ultima puntata di Amore Criminale racconta la storia della 30enne catanese uccisa dall'ex fidanzato senegalese Gora Mbengue.

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Amore Criminale

Dopo le storie di Monica De Rossi, Michela Noli e Filomena Lamberti, nell'ultima puntata di Amore Criminale Veronica Pivetti racconta la storia del femminicidio di Veronica Valenti, 30enne catanese uccisa il 27 ottobre 2014 dall'ex fidanzato, il 27enne senegalese Gora Mbengue.

NON SI ERA MAI RASSEGNATO ALLA FINE DELLA RELAZIONE

La storia tra Veronica, impiegata originaria di Belpasso (Catania), e il magazziniere africano, era iniziata nel 2013 da un incontro casuale in discoteca. I due si erano frequentati per un anno e mezzo: a causa della discontinuità della relazione, fatta più di bassi che di alti, la ragazza aveva deciso di troncare il rapporto con il compagno. Anche su consiglio del padre, che non aveva mai accettato la frequentazione tra i due, fin troppo diversi per funzionare. Una scelta con cui il senegalese non era mai riuscito a fare i conti. E che lo ha spinto a mettere in atto una vendetta efferata.

“Voglio solo dirti addio” incontra la ex è l’ammazza. -La storia di Veronica #AmoreCriminale #VeronicaPivetti Rai3

Geplaatst door Amore Criminale op Donderdag 18 oktober 2018

È STATO UN OMICIDIO PREMEDITATO

«Sono sceso di casa con un coltello in mano e ho pensato: se mi dice no, la ammazzo», è stata questa la confessione resa spontaneamente alla Polizia di Stato dall’assassino, che ha ucciso l’ex fidanzata, rifiutatasi di riallacciare la storia, con 60 coltellate. Dopo aver ricevuto una chiamata in cui Mbengue le chiedeva un incontro chiarificatore, la ragazza lo aveva raggiunto davanti alla sua abitazione con la sua Peugeot 107 nera. Armato di coltello, l’uomo era entrato nella vettura e lì i due avevano iniziato a discutere animatamente. E davanti all’ennesimo no della 30enne, aveva scagliato su di lei la sua furia omicida, straziandone il corpo per poi fuggire, lasciando sulla luogo del delitto le sue ciabatte. La scena era stata notata da più testimoni che avevano pensato di allertare tempestivamente la polizia. Le indagini avevano preso in considerazione, sin dall’inizio, la pista personale: gli investigatori avevano esaminato i tabulati telefonici della vittima, ricostruito le sue frequentazioni e erano riusciti a risalire all’ex fidanzato e all’incontro che i due avevano avuto poche ore prima dell’assassinio. Fino a rintracciare il magazziniere che, davanti agli agenti, aveva ammesso la sua colpevolezza.

LA CONDANNA

Gora Mbengue è stato condannato a 30 anni con l’accusa di omicidio volontario. «Rimarrà in prigione 30 anni perché gli è stato inflitto il massimo della pena», ha raccontato lo zio di Veronica. «Ma questo non può essere certo una consolazione per la nostra famiglia. Mia nipote aveva una splendida vita davanti a sé, era circondata di amici e persone che le volevano bene. Nessuna condanna riuscirà mai a restituircela». Il verdetto dei giudici, arrivato nel 2017, aveva confermato la sentenza di primo grado compresa l'aggravante dello stalking.

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