17 Ottobre Ott 2018 1356 17 ottobre 2018

Chi è Veronica Diquattro, nuova vicepresidentessa di DAZN

Conosciuta come Lady Spotify, per aver guidato la piattaforma di streaming musicale in Italia, ha lavorato anche per Google e Ferrari. Adesso è passata al calcio.

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Veronica Diquattro DAZN

Veronica Diquattro fino a luglio è stata Lady Spotify, ovvero la donna che ha traghettato la piattaforma di streaming musicale più famosa del mondo in Italia (oltre che in altri 15 Paesi). La trentacinquenne bolognese è abituata a vivere fra algoritmi, server e library, ma oggi è anche diventata Vicepresidentessa di Dazn, la piattaforma live del gruppo britannico Perform che si è aggiudicata 114 partite di serie A in esclusiva e tutta la serie B. È così che Diquattro spera di sconfiggere il divario digitale: «C’è gente che a settant'anni passati parla di Chromecast, di router, di devices, di simulcast. È bello vedere che partendo dallo sport si possa dare un contributo anche alla digitalizzazione».

SCEGLIETE VOI IL TRIPLETE: GOOGLE, SPOTIFY E DAZN, OPPURE L’OREÀL, BMW E FERRARI?

Prima di ricoprire il ruolo di Managing Director per l’Europa Meridionale e Orientale di Spotify, ha diretto la sezione Markets Strategy&Operations dello stesso servizio musicale ondemand. La sua carriera però è davvero eccezionale: a Dublino ha lavorato da Google, per avviare l’Android Market e Google Play per i mercati italiani ed emergenti. Prima ancora è stata internista da L’Oreàl e per due colossi del settore automobilistico: BMW e Ferrari. Ma dove è nata tanta competenza? Dopo la laurea in Economia all’Università di Bologna, si è specializzata in International Managment in Bocconi. Terminati gli studi però, invece di avviare la sua carriera nel marketing, Diquattro ha deciso di viaggiare: è volata in Perù per una vacanza, invece si è fermata a Lima otto mesi per lanciare lavorare alle strategie online della catena albeghiera Loki Hostel.

CON LO STREAMING «DEMOCRATIZZIAMO LO SPORT»

«La spinta a cambiare lavoro mi è stata data dall'opportunità di poter guidare un'altra rivoluzione socio-culturale in un ambito diverso. Ma con potenzialità simili, perché anche qui si tratta di raggiungere una popolazione mainstream con un modello di business simile a quello di Spotify», ha spiegato a L'Economia - Corriere della Sera la nuova Vice di Dazn. L’obiettivo, però, è duplice: superare il modello pay-tv – che, dice lei, non funziona più: basti guardare al fallimento di Premium, nonostante il massiccio investimento Mediaset – e far pagare il servizio a chi, fino ad oggi, ha guardato le partite su siti pirata illegali. «Noi la chiamiamo democratizzazione», ha chiarito Diquattro, che conosce bene le difficolta del percorso appena avviato, ma che in altri Paesi europei funziona già a pieno regime (e con guadagni consistenti): «Non tutti hanno capito che questo è solo l'inizio di un percorso. Che è un cambiamento di abitudini rispetto alla tv tradizionale, che c'è molto di più con i contenuti che andremo ad aggiungere quest'anno e il prossimo». La manager ha conquistato il cuore di Milano – piazza San Babila, sede degli uffici Dazn – e entro la fine dell’anno guiderà un team di oltre cento persone.

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