15 Ottobre Ott 2018 0700 15 ottobre 2018

Le cose da sapere sul tentato omicidio di Filomena Lamberti

Nella sesta puntata di Amore Criminale Veronica Pivetti racconta la storia di una donna salernitana sfigurata con l'acido da un marito possessivo e violento.

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Dopo le tragiche storie di Monica De Rossi e Michela Noli, la sesta puntata di Amore Criminale è dedicata al tentato omicidio di Filomena Lamberti, 56enne salernitana sfigurata con l’acido da un marito violento e possessivo.

UN MATRIMONIO INFELICE E UN MARITO PADRONE

Quella di Filomena Lamberti e Vittorio Giordano è la storia di un amore che non ha mai conosciuto la leggerezza. Innamoratisi a 16 anni, contro il volere delle famiglie, il loro matrimonio ha conosciuto, negli anni, tanti, troppi incidenti di percorso. La 56enne si è trovata a convivere con un marito che abusava di superalcolici e che sfogava la rabbia e la frustrazione su di lei, picchiandola anche per motivi futili. Filomena aveva perso qualsiasi libertà: non poteva truccarsi, non poteva uscire da sola né avere delle amiche, era obbligata a vivere e ad esistere solo ed esclusivamente per suo marito. Una situazione di prigionia che neppure la nascita dei figli era stata in grado di migliorare. Soffocata dalla timore che il compagno potesse toglierle i bambini, non era mai riuscita a trovare il coraggio di denunciarlo né di rivendicare la propria indipendenza. Fino al 2012, quando, in occasione del matrimonio del loro primo figlio, la donna ha deciso di chiedere la separazione. L’innesco di una vendetta che, probabilmente, Vittorio meditava già da tempo.

Filomena viene sfigurata nel volto e nel corpo con l’acido, a sfregiarla è stato il marito. “Erano bruciori da vulcano...

Geplaatst door Amore Criminale op Donderdag 11 oktober 2018

SFIGURATA CON L’ACIDO

Il 28 maggio del 2012, dopo un violento litigio, il 57enne ha aggredito la moglie nel cuore della notte, versandole sul volto una bottiglia di acido solforico. Nel momento in cui la donna ha capito cosa le stesse succedendo, ha iniziato a urlare e chiamare il figlio che, spaventato, si è precipitato al capezzale della madre. E ha tentato invano di portarla in ospedale: il compagno, infatti, aveva pensato anche di nascondere le chiavi dell’auto per ritardare i soccorsi. Arrivata in ospedale, Filomena è stata costretta a lottare per la vita per settimane: «Le scelte erano due, o andare avanti o aprire la finestra e farla finita. Ho scelto di non arrendermi e di riprendermi la vita. Ero stanca, stanca, stanca». Per arrivare alle condizioni in cui si trova ora, ha dovuto subire più di 25 interventi di ricostruzione facciale, un calvario che dura ormai da 6 anni.

LA CONDANNA

Caduta l’accusa di tentato omicidio, Vittorio Giordano è stato condannato a diciotto mesi di reclusione per lesioni personali ma, alla fine, ne ha scontati solo sedici. Mentre la vittima si trovava ancora in ospedale, lui è ritornato libero e, in un’intervista alla trasmissione Le Iene, ha dichiarato di «vivere tranquillamente e di non essersi pentito del gesto perché la moglie lo aveva portato all’esasperazione coi suoi comportamenti da prostituta». La donna non ha mai ricevuto né un risarcimento né un mantenimento, men che meno delle formali scuse dal suo aguzzino.

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