17 Settembre Set 2018 0800 17 settembre 2018

Chi era Melitta Bentz, la donna che inventò il filtro per caffè

Originaria di Dresda, cambiò la routine mattutina delle generazioni a venire. E nel 1908, con il marito Hugo, fondò la società che oggi conta quattro mila impiegati e un fatturato di 1,5 miliardi di euro.

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Melitta Hugo Bentz

Amalie Melitta Liebscher, figlia di Karl e Brigitte Reinhardt Liebscher, nacque a Dresda il 31 gennaio 1873. Suo padre era un editore e i nonni possedevano una torrefazione. Sposò Hugo Bentz, dal quale ebbe tre figli, due maschi e una femmina: Willy, Horst e Herta.

L’IDEA RIVOLUZIONARIA

Le mattine di Melitta iniziavano come quelle di tutti: con una tazza di caffè caldo. Ma invece di sentirsi rinvigorita, l’idea di dover pulire la caffettiera terminata la sua bevanda la rendeva sempre più nervosa. «Mia madre aveva un eccellente gusto, e spesso era irritata dai granuli di caffè nella sua tazza», raccontò anni dopo il figlio Horst in un’intervista sul giornale tedesco Der Aufstieg. Ogni giorno Melitta Bentz accompagnava il rituale mattutino a fantasie su metodi migliori per preparare l’infuso. Provò e fallì numerose volte, finché un giorno decise di strappare un pezzo di carta cotonata dal quaderno del figlio per foderare un pentolino sul quale aveva praticato dei piccoli fori. Ciò che fece dopo suonerà familiare a molti: posò il pentolino su una chicchera di ceramica, adagiò una cucchiaiata di chicchi macinati sulla carta e li irrorò d’acqua bollente. La bevanda calda filtrava attraverso la carta, direttamente nella tazza. Pulire divenne più veloce e igienico: il filtro usato finiva direttamente nella spazzatura, senza più avere a che fare con la confusione dei granuli. Melitta lo definì «il perfetto modo di godersi il caffè» e per testare la sua nuova invenzione iniziò ad organizzare dei coffee afternoons.

LA SOCIETÀ

Nel giugno 1908 l’Ufficio brevetti e marchi di Berlino registrò a nome di Melitta Bentz l’invenzione rivoluzionaria. Lei e il marito, Hugo, si misero subito in affari: la sede della società, dove venivano anche prodotti i filtri, era nel loro appartamento di cinque stanze, mentre oggi il Melitta Group ha più di 4 mila impiegati e 50 marchi, con un fatturato per l’anno 2017 di 1.5 miliardi. Per pubblicizzare l’articolo, Hugo aveva allestito una bancarella in strada e mostrava alle persone, che mai prima d'ora avevano visto un oggetto simile, come funzionasse, i figli erano addetti alle consegne, in bicicletta. Nel 1909, pochi mesi dopo aver fondato la società, i coniugi Bentz mostrarono alla Leipzig Trade Fair, una fiera campionaria, il loro prodotto, che iniziò subito ad essere venduto in tutti i grandi magazzini del Paese, per 1,25 marchi l’uno. Le chicchere di ceramica e i filtri di carta erano ormai sulla bocca di tutti. Nel 1929 lo stabilimento era diventato troppo piccolo per gli ordini che ricevevano, così la fabbrica di Dresda traslocò in una nuova struttura a Minden, nel Nord-Ovest della Germania. Lo stabilimento è in uso tutt’oggi.

LE DUE GUERRE

La produzione si interruppe solo due volte dalla nascita della società: a ridosso delle due guerre. Durante la Prima guerra mondiale Hugo e Billy furono chiamati alle armi, e senza il loro aiuto la società non fu in grado di provvedere al fabbisogno familiare. Melitta dovette sospendere la produzione per dedicarsi al più profittevole commercio di scatole di cartone. L’inizio della Seconda guerra mondiale costrinse il Melitta Group a fermare i macchinari per la seconda volta: dal 1941 la fabbrica collaborò con il regime nazista per avviare la produzione di beni che sostenessero lo sforzo bellico. Alla fine del conflitto, la compagnia contribuì al programma di risarcimento per le vittime sopravvissute ai campi di lavoro. Gli operai che tornarono alla fabbrica dovettero sistemarsi in vecchi stabilimenti, baracche o pub, perché gli edifici sopravvissuti al bombardamento furono parzialmente requisiti dalle truppe Alleate. Una situazione che durò per 12 anni anni e solo nel 1948 la produzione di filtri per caffè poté ricominciare a pieno regime.

UN’AZIENDA DEVOTA AI LAVORATORI

Nel 1932 Melitta e Hugo si ritirarono lasciando la guida del commercio ai figli, ma non prima di aver assicurato migliorie significative alla vita in catena di produzione: cinque giorni di lavoro la settimana, con due giorni di pausa, fino a tre settimane di vacanze retribuite e un bonus a Natale. Nel 1938 venne anche istituito il Melitta Aid, un fondo sociale per gli impiegati attivo ancora oggi. Melitta morì il 29 giugno 1950, sette anni dopo il marito Hugo. Ancora oggi, negli stabilimenti è appesa una foto della fondatrice: «Ogni impiegato conosce Melitta Bentz e il suo eccezionale ruolo come madre della corporation», ha spiegato Ms. von Hollen, una rappresentate della società, a The New York Times.

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