23 Agosto Ago 2018 1314 23 agosto 2018

Chi è Amy Schumer, la protagonista di 'Come ti Divento Bella '

Icona femminista moderna, ex vittima di bullismo a causa delle sue forme, campionessa di autoironia: la comica newyorkese è la protagonista perfetta del film in uscita il 23 agosto.

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Come Divento Bella Amy Schumer 2

Arriva il 23 agosto nelle sale cinematografiche italiane Come ti divento bella, il primo lungometraggio diretto da Abby Kohn e Marc Silverstein. Si tratta di una commedia romantica che vede protagonista Amy Schumer nei panni di Renee Bennett, giovane donna che, pur avendo un lavoro stabile, una bella casa e degli amici sinceri, non riesce a riconoscere il proprio valore: ha la sensazione di non essere «abbastanza», si sente perennemente inadeguata e la ragione di tale insicurezza cronica va ricercata i in una fisicità che lei, prima di tutti gli altri, considera poco gradevole. Insomma, Renee ha come peggior nemico lo specchio. Durante una notte di pioggia battente va in un parco, lancia una monetina nella fontana ed esprime il desiderio di diventare bellissima. Ciò, naturalmente, non accade. Il giorno dopo, in preda allo sconforto più totale, Renee si reca in palestra per una delle consuete lezioni di spinning; avverte quell’ambiente come ostile, tuttavia riesce a trovare tutta la sua concentrazione e comincia l’allenamento. Ci mette talmente tanta foga che finisce per cadere dalla bici, sbattere violentemente la testa e perdere i sensi. Quando riprende conoscenza, si guarda allo specchio e resta stupefatta: per la prima volta, l’immagine riflessa le piace. Le piace moltissimo. Un miracolo? No, perché dal punto di vista estetico non è cambiato proprio niente. È mutata, invece, la sua predisposizione interiore. L’incidente, in qualche modo, ha rivoluzionato il 'sentire' della ragazza, portandola a sviluppare sicurezza e fiducia in se stessa. È una rivoluzione su tutti i fronti. Renee impara a mettersi in gioco, conosce un uomo meraviglioso, diventa più produttiva al lavoro, arriva persino a partecipare a un concorso in bikini. Certo, le sorprese non mancano (non vogliamo spoilerare), ma il succo è chiaro: il grado di autostima, il modo in cui ciascuno si percepisce incidono notevolmente sulle probabilità di realizzare i sogni, raggiungere obiettivi e trovare la felicità.

IRONIA E FEMMINISMO: LA SCELTA DI AMY SCHUMER

La scelta di Amy Schumer per il ruolo principale – nel cast anche Emily Ratajkowski e Naomi Campbell – è azzeccata e soprattutto ben motivata. Al di là dell’innegabile talento, la 37enne newyorkese ha vissuto sulla propria pelle il disagio di cui racconta il film. E ne è uscita alla grande, diventando anche una delle più influenti icone femministe americane. Durante l’adolescenza è stata vittima di bullismo a causa delle sue rotondità e, agli inizi della carriera, ha fatto i conti con un esercito di hater: «Per anni sono stata massacrata, soprattutto in Rete. Ci ho sofferto, certo». Poi ha deciso di percorrere due diverse strade che hanno condotto allo stesso risultato. Da una parte ha puntato sulla sua vena ironica: «Credo sia stata per me un meccanismo di difesa. Per fortuna ho avuto questa risorsa, visto che venivo attaccata per il mio aspetto anche quando ero più magra»; dall’altra ha scoperto l’arte dell’indifferenza: «Adesso posso dire che non me ne potrebbe importare di meno del giudizio degli altri, soprattutto di gente che non fa parte della mia vita. So che non posso piacere a tutti, ma onestamente non me ne frega niente. Ho cose da dire e le dico. Non ti piaccio? Non mi seguire».

Amy Schumer alla Women's March di Washington.

LA CELLULITE? SI MOSTRA SENZA PAURA

Amy ha accettato di interpretare Renee Bennett a una condizione: che in fase di montaggio non fosse ritoccato nulla. Non c’è da sorprendersi, del resto, considerando che tutte le foto che lei stessa pubblica sui social non sono modificate in alcun modo. La cellulite? C’è e deve vedersi. I fianchetti, la pancetta magari un po’ flaccida? Idem. Amy mostra tutto così com’è, sempre pronta a sfoderare l’arma dell’ironia e soprattutto dell’autoironia; quando ancora si esibiva come comica nei locali, una delle sue battute più frequenti era: «Se anche volessi, non potrei mai vivere a Los Angeles: lì le mie braccia sono considerate gambe».

UN ESEMPIO PER MIGLIAIA DI DONNE AMERICANE

Come ti divento bella è diventato un caso, negli Stati Uniti ha incassato oltre 48 milioni di dollari. E la cosa più positiva è che migliaia di donne stano seguendo l’esempio di Amy, pubblicando sui social le loro fotografie al naturale, senza filtri e correzioni varie, accompagnandole con lo slogan I feel pretty (Mi sento carina). Sono donne che, fino a pochissimo tempo fa, combattevano quotidianamente con una miriade di complessi. E che adesso stanno imparando a infischiarsene, sia pur procedendo a piccoli passi. Del resto, come si dice? La bellezza è negli occhi di chi guarda. E guardarsi, molte volte, è più importante di guardare. Da lì viene tutto il resto. Se qualcosa proprio non va, tanto vale farci sopra una risata.

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