13 Agosto Ago 2018 1558 13 agosto 2018

Tiziana Aranzulla è una delle dieci migliori cardiologhe del mondo

Unica italiana, con una ricerca sulle tortuosità coronariche delle donne ha portato l'ospedale Mauriziano di Torino tra le eccellenze del globo.

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Cardiologa Aranzulla Torino

La cardiologia è rosa? Non si direbbe, perché le donne in cardiologia interventistica sono una rarità. Negli Stati Uniti rappresentano solo il 4,5% dei cardiologi interventisti e in Europa circa il 10%. Così il convegno internazionale Complex Cardiovascular Catheter Therapeutic svoltosi in Florida, ha selezionato le migliori dieci esperte mondiali per celebrare il contributo delle donne in una disciplina ritenuta per tradizione maschile, per la complessità e per i carichi di lavoro. E c'è un'italiana: la dottoressa Tiziana Claudia Aranzulla della Cardiologia Interventistica dell’ospedale Mauriziano di Torino.

UNA SVOLTA NELLA CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA

«Questo evento lascia un segno nella storia dei congressi di cardiologia Interventistica e inaugura una nuova era mostrando l'importanza del ruolo che le donne cardiologhe giocheranno nella nostra società», ha commentato il dottor Rajesh Dave, direttore del convegno internazionale. Mentre Maria Rosa Conte, direttrice della Cardiologia del Mauriziano esperta di Medicina di genere, si è detta entusiasta per l'iniziativa americana. Nel convegno la dottoressa Aranzulla ha trattato il tema delle tortuosità coronariche delle donne portando un caso di angioplastica su una paziente ultraottantenne.

QUAL È LA RICERCA CHE L'HA RESA CELEBRE

Le pazienti donne, infatti, spesso presentano coronarie più sottili, fragili e tortuose. Tali caratteristiche sfavorevoli peggiorano con l’età delle pazienti e questi «riccioli» coronarici possono tendere numerose insidie anche all’interventista esperto. Aranzulla ha illustrato come prevedere e superare tali insidie mostrando un caso di angioplastica effettuato su una paziente ultraottantenne, che ha offerto numerosi snodi decisionali. Un intervento di una donna su una donna. «Perché ogni riccio può diventare un capriccio», ha concluso ironicamente la Aranzulla, spiegando alla platea internzionale l'origine di questo modo di dire italiano.

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