10 Agosto Ago 2018 2013 10 agosto 2018 Aggiornato il 09 settembre 2018

Chi è Michelle Bachelet, la nuova commissaria Onu per diritti umani

Internata durante la dittatura di Pinochet, è la prima donna a ricoprire l'incarico. Storia della visionaria Onu che sfida Matteo Salvini sull'emergenza razzismo in Italia.

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Michelle Bachelet Onu

Michelle Bachelet, ex presidente del Cile e icona delle vittime di abusi durante la dittatura nel suo paese, è il nuovo Alto Commissario Onu per i diritti umani. La sua nomina è stata approvata in Assemblea Generale, per la soddisfazione del segretario generale Antonio Guterres, che aveva proposto il suo nome: «Non potevo pensare a scelta migliore, Bachelet è una pioniera, una visionaria, una donna di principi e una grande leader per i diritti umani in questi tempi difficili», ha commentato, sottolineando che viviamo in un momento in cui «odio e disuguaglianza sono in aumento, il rispetto dei diritti umani è in declino, la libertà di stampa è sotto pressione».

LA PRIMA DONNA A RICOPRIRE LA CARICA

Bachelet sarà la prima donna a ricoprire l'incarico, ma all'Onu aveva già guidato l'agenzia per la promozione dell'uguaglianza di genere, dal 2010 al 2014. Nel 2006 la sua elezione alla presidenza del Cile fu un evento storico, proprio per il vissuto della Bachelet, che nel 1975 fu sequestrata dalla polizia politica di Augusto Pinochet e internata insieme con la madre, e dopo la liberazione fu costretta a lasciare il paese. Mentre il padre, un generale dell'aviazione, morì in prigione dopo essere stato torturato, per non aver aderito al golpe.

UNA DURA SFIDA CON L'AMERICA DI TRUMP

Bachelet si è detta «profondamente onorata» di affrontare questa nuova sfida. Il suo lavoro non si annuncia facile, per il moltiplicarsi delle crisi umanitarie in tutto il mondo, dal Medio Oriente, alla Birmania, senza dimenticare i migranti. Tra l'altro, dovrà fare anche i conti con lo strappo degli Usa, che lo scorso giugno avevano abbandonato l'organismo basato a Ginevra accusandolo di aperta opposizione contro Israele. Il suo predecessore, il giordano Zeid Ra'ad Al Hussein, che terminerà il mandato il 31 agosto, non ha risparmiato dure critiche proprio all'amministrazione Trump, ad esempio sulla questione della separazione dei figli dai genitori migranti che entrano illegalmente dal Messico.

LA POLEMICA CON L'ITALIA

Il 10 settembre Bachelet ha iniziato un braccio di ferro con l'Italia. «Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom», ha detto il neo commissario aprendo i lavori del Consiglio Onu per i diritti umani, riunito fino al 28 settembre. Bachelet ha anche detto che una squadra simile verrà inviata in Austria. Un piano che ha scatenato le ire di Matteo Salvini. L'Onu, ha detto, «è un'organizzazione che costa miliardi di euro, a cui l'Italia dà più di 100 milioni all'anno di contributi e ragioneremo con gli alleati sull'utilità di continuare a dare questi 100 milioni di euro per finanziare sprechi, mangerie, ruberie per un organismo che vorrebbe venire a dare lezioni agli italiani e poi ha Paesi che praticano tortura e pena di morte».

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