5 Agosto Ago 2018 0830 05 agosto 2018

I 30 anni di Federica Pellegrini: atleta e personaggio senza compromessi

Nel giorno del suo compleanno, il 5 agosto, una serie di motivi per cui la Divina, in quanto donna, è servita all'Italia e allo sport italiano non solo in vasca. 

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Federica Pellegrini 30 Anni Nuoto Donne

Non capita a tutti di essere amati o odiati, senza molto spazio alle mezze misure e a quello che c'è nel mezzo. Non capita di risultare indifferenti e tiepidini, a quelli che sono molto bravi in qualcosa. Che ci sia di mezzo l'invidia, lo spirito di emulazione o il semplice gusto di lamentarsi dei successi degli altri. Lo sa bene Federica Pellegrini, probabilmente l'atleta donna più significativa per la storia dello sport italiano degli ultimi anni. La Divina, che il 5 agosto compie i 30 anni mentre pensa a Tokyo 2020 e gareggia agli Europei di Glasgow, è dalle Olimpiadi di Atene del 2004 uno dei nomi attorno a cui orbita il nuoto mondiale. Uno dei nomi di richiamo, di quelli per cui si accendono le televisioni in vista di una gara e che si cercano sui tabelloni dei risultati. La Pellegrini è campionessa olimpionica e mondiale, personaggio pubblico, e anche televisivo (siede fra i giudici di Italia's Got Talent), oggetto di gossip e delle attenzioni dei paparazzi. E lo è, questo conta, senza cercare di limitarsi, senza farsi più piccola per risultare più simpatica, o più abbordabile, senza rinunciare a uno stile di vita che per qualcuno dovrebbe essere più discreto.

POTEVA ESSERE 'SOLO' BRAVA, E INVECE

Dei risultati incredibili raggiunti negli ultimi 14 anni si è già detto tanto: le medaglie conquistate nei 200 stile libero, la sua specialità, vengono snocciolate di volta in volta come i nodi di un rosario. Dal successo di Pechino, ai flop di Londra e Rio, dopo cui sembrava decisa a dire addio alle vasche, fino alla riscossa di Budapest 2017, con quell'oro a 29 anni che ha fatto gridare al miracolo. Per parlare delle sue sorti alterne, a tutti piace ricordare il tatuaggio che Federica ha sulla caviglia: un'araba fenice che rinasce dalle sue ceneri. Quando si racconta della carriera della Divina i toni si fanno un po' epici e mistici: quando la diamo per spacciata, ecco che regala un colpo di scena finale. Quello che vale la pena ricordare, oltre alla fatica, all'impegno e alle soddisfazioni, è che la Pellegrini non è mai stata 'solo' l'atleta brava, da ammirare in gara e poco altro. Ha deciso di essere se stessa e lasciare che il suo carattere la rendesse anche personaggio, dandoci anche l'idea dello spettacolo. Grazie a lei oggi in Italia è un po' più facile dire, parlando di sport, 'non solo calcio', 'non solo uomini'.

NON CHIAMATELA ARROGANTE

Il 'di più' a cui la Pellegrini ci ha abituato non è nulla di stravagante, eccentrico o sopra le righe. Non ha a che fare con gli eccessi, eppure il suo atteggiamento spesso è stato considerato 'troppo'. Troppo esibizionista, troppo sensuale, troppo esposta per essere una vera atleta. Il 'di più' della Divina sono stati l'amore per la moda, per il dettaglio curato, per le scarpe (si dice ne abbia 500), per le storie travagliate (ne esistono poi di sempre tranquille?) per la vita che non si esaurisce a bordo piscina. Forse eravamo poco abituati a vedere una giovane ragazza ritagliarsi i suoi spazi senza dover sempre star lì a chiedere in continuazione 'posso?' e 'permesso': per questo abbiamo imparato a storcerle il naso in faccia e a liquidare come 'arrogante' e 'sfrontato' un carattere che al maschile sarebbe stato semplicemente 'forte'.

PIÙ SPAZIO ALLO SPORT FEMMINILE, MENO AGLI INSULTI

Vista l'eco della sua voce, la Pellegrini non si è mai tirata indietro davanti a chi le chiedeva di prendere la parola. In un intervista a La Stampa di maggio 2018, ha toccato diversi argomenti d'attualità, dalle conseguenze di #MeToo nello sport al poco spazio che ancora viene riservato alle giovani atlete rispetto ai loro colleghi. A riguardo, la Divina non ha dubbi, di lavoro ce n'è ancora tanto da fare e tanta disparità da eliminare, nonostante il movimento: «Nel nuoto c’è un gran fermento. Solo che, in questo caso, gli emergenti sono tutti maschietti. Le ragazzine faticano e forse si torna al discorso di prima: i ragazzi vengono spinti di più».

Il poco spazio che c'è a volte è ancora occupato, poi, da insulti sessisti e dagli stereotipi più beceri. Proprio la Pellegrini, a ottobre, era stata al centro di una disputa social dai toni da osteria. Dopo che l'atleta aveva espresso il proprio dissenso nell'assegnazione del Premio Castagnetti, conferito a Stefano Morini invece che a Matteo Giunta, il figlio del vincitore non aveva accolto bene la presa di posizione della nuotatrice, riprendendo un suo post e aggiungendoci una pesante allusione sessuale sul rapporto fra Giunta e Pellegrini. Lei, in tutta risposta, aveva annunciato di intendere procedere per vie legali. Uno dei tanti motivi per cui lo sport italiano ha ancora bisogno del 'di più' della Divina.

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