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30 Luglio Lug 2018 1313 30 luglio 2018

Jess Wade ha scritto 270 voci su Wikipedia contro il gender gap

La ricercatrice britannica ha aggiunto i profili delle donne che hanno rivoluzionato la scienza affinché servano da modello per le studentesse. 

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Jesswade Wikipedia Scienziate

La scienza non è roba solo da uomini. A dirlo sono in tante. Da Marica Branchesi a Sara Buson. E per dimostrarlo una ricercatrice dell'Imperial College di Londra ha individuato le figure che mancano al nostro immaginario collettivo e ne ha pubblicato la biografia su Wikipedia. Jess Wade ad oggi ha scritto 270 voci, restituendo dignità e notarietà ad altrettante signore del settore. «Mi ero imposta l'obiettivo di produrne una al giorno, ma a volte sono così emozionata che ne scrivo tre. Ci sono troppe donne fantastiche e sarebbe un'ingiustizia non scrivere le loro storie», ha raccontato all'inglese The Guardian che ha recentemente raccolto la sua storia.

IL GENDER GAP NELLE MATERIE SCIENTIFICHE

Durante i suoi studi Jess è diventata sempre più consapevole di quanto il gender gap sia ampio nel percorso scientifico. Secondo la ricercatrice le donne non solo sono sotto-rappresentate, ma soffrono anche di mancanza di modelli. Ne conseguirebbe un isolamento che rende ancora più difficile alle ragazze la loro avventura nel settore. Inoltre, come spiega la dottoressa Wade che vuole ampliare l'accesso femminile alle attività Stem, non bastano incoraggiamenti formali e lezioni frontali. Serve rendere palese un'evidenza: il mondo scientifico è pieno di donne che hanno portato avanti lavori eccellenti. Ed ecco che l'enciclopedia libera le è venuta incontro. Le studiose di cui scrive, non solo riempono il colpevole gender gap di Wikipedia, ma servono anche da esempio alle studentesse del futuro. Eccone alcune.

DOROTHY CROWFOOT HODGKIN (1910-1994)

Nella storia della chimica, Dorothy Crowfoot – per sua scelta Crowfoot Hodgkin , il cognome del marito, poi solo Hodgkin per scelta del curatore di un manuale – è stata una pioniera della cristallografia a raggi X, un’arte praticata da pochi sul finire degli Anni 20, gli anni in cui cominciava a far ricerca. Nel 1964 fu insignita del premio Nobel per la Chimica per le sue ricerche sulla vitamina B-12 e per il suo importante contributo nella tecnologia nella comprensione della struttura e della funzione delle molecole biologiche. Nel 1987 ottenne il Premio Lenin per la pace grazie al suo impegno per promuovere il disarmo e il superamento delle barriere causate dalla Guerra fredda. Parallelamente fece parte dell'Accademia delle Scienze dell'URSS, affiliazione che le costò l'interdizione all'ingresso negli Stati Uniti per un certo periodo.

PATRICIA BATH (1945-)

Patricia Bath è stata la prima dottoressa afro-americana a brevettare un’invenzione medica: il Laserphaco Probe Nel 1988 l'oftalmologa introdusse la chirurgia laser per la rimozione delle cataratte arrivando a curare una donna che era rimasta cieca per trent'anni.

TU YOUYOU (1930-)

Tu Youyou, professoressa di chimica farmaceutica nel 2015 è stata il primo premio Nobel per medicina cinese. Coniugando la medicina che si studia all'università con la conoscenza tradizionale del Paese asiatico ha scoperto l’artemisinina, il principio attivo di origine naturale per sconfiggere la malaria.

EUGENIE CLARK (1922-2015)

Altrimenti nota coma la signora degli squali, la biologa Eugenie Clark una pioniera nella conservazione marina e negli studi del comportamento degli squali.

YVONNE BRILL (1924-2013)

Laureata in matematica e chimica, Yvonne Brill ha lavorato per la Nasa dal 1981 al 1983 dove ha sviluppato un sistema a propulsione per la comunicazione satellitare tutt'ora in uso. Nel 2011 è stata insignita della National Medal of Technology and Innovation dal presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.

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