Femminismo

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24 Luglio Lug 2018 0830 24 luglio 2018

Zelda Fitzgerald, ritratto di una icona del femminismo

Artista brillante. Disinibita. E moglie sottovalutata dell'autore del Grande Gatsby. Nel giorno del suo compleanno, riscopriamo la sua figura. 

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ZELDA FITZGERALD FEMMINISMO FLAPPER GIRL

Il 24 luglio 1900 nasceva Zelda Sayre Fitzgerald, una delle prime flapper girl - e cioè rappresentante di quella generazione di donne ribelli e disinibite almeno per i canoni degli Anni 20 - che insieme col marito Francis Scott Fitzgerald ha incarnato un'epoca intera: quella dei Roaring Twenties, appunto. Anni vissuti all'insegna del divertimento senza pensieri, tra fiumi di alcol e party sfrenati. Zelda era ballerina, pittrice, scrittrice, ma nonostante i numerosi talenti – e la grande influenza sulle opere del marito – non ottenne mai il meritato riconoscimento. C'è voluta la rilettura femminista degli Anni 70 per ridare spessore e identità alla sua figura. Perché Zelda non era solo «la moglie dello scrittore»: era una donna complessa e spregiudicata, un'artista eclettica e ambiziosa. Una personalità forte che riuscì a proporre un modello di donna alternativo nella società patriarcale di quegli anni. Diventando così non solo una icona di stile ma anche del femminismo.

ZELDA LA RIBELLE

Fin da ragazzina, Zelda si mostrò subito restia a seguire le rigide regole dell'epoca. Era un'anticonformista, una ribelle che amava flirtare, bere, fumare, che non aveva paura di sfidare la pubblica morale. Non temeva né gli uomini né quello che si diceva sul suo conto. Solo due cose le interessavano: «I ragazzi e il nuoto». La leggenda vuole che facesse addirittura il bagno nuda. Lo scrittore Pietro Citati in La morte della farfalla. Zelda e Francis Scott Fitzgerald (Mondadori) la descrive così: «Aveva i capelli biondi e luminosi, gli occhi astuti come quelli di un falco, un viso freschissimo. Immaginava di discendere da un'antica razza di streghe. Era egoista, fredda, dotata di una perturbante bellezza, e pensava che il compito delle donne fosse quello di offendere, disturbare, provocare disastri».

LO STILE FLAPPER

Zelda era una donna emancipata. Fu tra le prime a lanciare il look alla “maschietta” (ovvero da flapper), una moda ma anche uno stile di vita che consisteva nel portare i capelli corti (alla garçonne), usare abiti sopra il ginocchio, ballare il Charleston e in generala essere più disinibite e libere. Specialmente sul piano sessuale. Sul Metropolitan Magazine Zelda scrisse: «La flapper si è svegliata dal letargo della pre-debuttante, si è tagliata i capelli, si è messa il suo più bel paio di orecchini e una grande dose di audacia e di rossetto ed è scesa in battaglia». Zelda era una donna moderna, per questo non le bastava essere solo una moglie e una madre. Lei voleva essere l'artefice del proprio destino. Amava la vita, vissuta senza freni, paure e preoccupazioni, ma aveva anche un disperato bisogno di esprimere se stessa, le proprie idee ed emozioni.

Zelda Fitzgerald balla col marito F. Scott e la figlia Frances davanti all'albero di Natale.

Getty Images

UN TALENTO DERUBATO

Già nei primi Anni 20 Zelda iniziò a collaborare con alcuni giornali. Scrisse racconti brevi per potersi pagare le lezioni di danza e di pittura. Spronata dal successo del marito – Il Grande Gatsby, il suo terzo e più celebre romanzo, uscì nel 1925 –, Zelda si dimostrò sempre più ambiziosa e decisa a uscire dalla sua ombra. Era istrionica, poliedrica, con un animo irrequieto, cinico e insieme romantico. Ma nonostante i numerosi tentativi, non riuscì mai a realizzarsi pienamente. Anzi, si vide in parte derubata del suo talento da Scott stesso. Commentando il romanzo Belli e Dannati (uscito nel 1922) sul New York Herald Tribune Zelda scrisse: «Mi sembra di aver intravisto in una pagina alcuni pezzi del mio diario, misteriosamente scomparso dopo il matrimonio; per non parlare dei frammenti di lettere che, seppur rielaborate non poco, mi suonano comunque familiari. Infatti, sembra che Mr. Fitzgerald – credo che il suo nome si scriva così – ritenga che il plagio inizi fra le mura domestiche».

«SEI UNA SCRITTRICE DI TERZ'ORDINE»

Zelda era molto di più che la musa del celebre marito. Non solo Scott modellò costantemente le eroine dei suoi libri sulla moglie ma attinse a piene mani dai suoi diari e lettere private. Senza di lei, il successo non sarebbe stato possibile. Solo negli ultimi anni l'intera opera di Zelda è stata rivalutata: sia i numerosi quadri (esposti nel 1934 con scarso successo a New York) sia Lasciami l'ultimo valzer, il suo primo e unico romanzo, uscito nel 1932 e ignorato dalla critica. Il suo talento è stato snobbato, negato, soppresso da una cultura maschilista ma anche dal marito, ambizioso e geloso al pari della moglie. L'uscita del romanzo (in parte autobiografico) portò infatti a un aspro scontro tra i due. Scott, furibondo, la attaccò: «Tu sei una scrittrice di terz'ordine e una ballerina di terz'ordine. Paragonarti a me è come paragonare – no, non c'è proprio nessun paragone possibile. Tu hai raccolto le briciole che io lascio cadere dalla tavola da pranzo e le hai ficcate nei libri [...] sono io il romanziere professionista e sono io che ti mantengo. Tutto questo è materiale mio».

Un'altra foto della famiglia Fitzgerald: F. Scott, Zelda e la piccola Frances.

Getty Images

Il desiderio di realizzarsi, di dimostrarsi al pari del marito, diventò la sua ossessione, e tra i litigi, il sentimento di solitudine e la dipendenza dall'alcol di Scott, Zelda diventò sempre più instabile e depressa. Negli Anni 30 iniziarono i primi ricoveri, duranti i quali si tentò di porre fine alle sue "malsane ambizioni" viste come la causa della sua “mente divisa”. Da qui la prima diagnosi: schizofrenia. All'epoca Zelda venne tacciata come folle anche da Ernest Hemingway. In realtà come è stato poi dimostrato probabilmente si trattava di bipolarismo. E della sensibilità di una artista brillante e tormentata vessata da una società che cercava in ogni modo di rimetterla al suo posto.

LA RISCOPERTA NEGLI ANNI 70

La riabilitazione e la riscoperta di Zelda arrivò negli Anni 70 quando la flapper girl divenne un simbolo per tutte le donne ingiustamente messe a tacere dal maschilismo. Oggi non sorprende che le vengano dedicati libri, graphic novel, serie tivù e film (saranno Jennifer Lawrence e Scarlett Johansson a riportarla prossimamente sul grande schermo). Dopotutto, Zelda era una donna che come tante voleva realizzare i suoi sogni.

UN AMORE ESAGERATO, FORTUNA E ROVINA

Di lei il marito disse: «Ero assolutamente consapevole che Zelda fosse la ragazza più complicata che avessi mai incontrato. Era sicura di sé, presuntuosa e priva di autocontrollo. Ciononostante non volevo cambiarla». Esattamente 100 anni fa, nel luglio 1918, avvenne il fatidico incontro: il loro amore esagerato fu la loro fortuna e la loro rovina (entrambi morirono giovani, Scott nel 1940, Zelda nel 1948). Eppure, malgrado un matrimonio sempre più logoro, la malattia di lei e l'alcolismo di lui, Zelda e Scott rimasero legati sino alla fine.

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