16 Luglio Lug 2018 1425 16 luglio 2018

Chi è Justine Greening, l'anti-May che vuole un nuovo referendum sulla Brexit

Dall'elezione nel 2005 al coming out durante il Pride di Londra. L'ex ministra conservatrice ha proposto di tornare al voto per gestire l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europa. Il profilo.

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Justine Greening

Non sono più solo gli euroscettici ultrà a criticare in casa Tory la nuova strategia negoziale di Theresa May sulla Brexit. Dall'ala opposta del partito, è arrivato dalle colonne del Times anche l'attacco durissimo della 'remainer' Justine Greening, ex ministra fatta fuori senza troppi complimenti dal governo, che sul quotidiano definisce «un pasticcio» il piano annunciato dalla premier per un accordo 'soft' con Bruxelles. Una figura molto simile a quella di Gina Miller, la combattiva imprenditrice che aveva chiesto al parlamento di rettificare il referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

INVOCATO UN NUOVO REFERENUM

L'ex ministra ha invocato, contro la linea ufficiale del partito, un referendum bis per sciogliere i nodi. Secondo Greening, la strategia della May rischia di unire «il peggio dei due mondi», rinunciando sia ai vantaggi dell'Ue sia alle potenziali opportunità del divorzio: di qui l'appello per un secondo voto, inedito da parte d'un ex ministra Tory. L'idea è piuttosto contorta (far esprimere agli elettori due opzioni in ordine di preferenza fra tre alternative: il piano May, restare nell'Ue o dare un taglio netto) e al momento è categoricamente esclusa dalla premier, mentre divide il Labour. Ma non potrà non far salire lo scontro nel Partito Conservatore.

IL RUOLO NEL GOVERNO MAY

Greening è stata ministra dell'Istruzione e delle Pari opportunità dal giugno 2016, a ridosso del voto sulla Brexit, ed è rimasta in carica fino al gennaio del 2018 quando si è dimessa in seguito a un rimpasto di governo. Secondo il Guardian le sue dimissioni sono arrivate dopo aver rifiutato il trasferimento al ministero del Lavoro. Secondo altri però il suo addio è stato imputato alla sua morbidezza nei confronti dei sindacati.

GLI ESORDI: ELETTA GIOVANISSIMA NEL 2005

L'ingresso a Westminster è avvenuto nel 2005 con la prima vittoria nella constituency di Putney una zona a Sud-Ovest di Londra, diventando la più giovane parlamentare dei Tories. All'epoca Greening superò il laburista Tony Colman con il 43% dei voti. Inizialmente lavorò come ministra del Trasporti ma poi le venne affidato il ruolo di segretario di Stato per la cooperazione internazionale. L'ex ministra è cresciuta politicamente sotto l'ala protrettrice dell'ex primo ministro David Cameron, soprattutto per la sua forte impronta pro-remains.

VITA PRIVATA: IL COMING OUT DEL 2016

Il 25 giugno del 2016 fece scalpore perché nel corso del Gay Pride di Londra fece coming out attraverso un tweet: «Oggi», disse, «è una bella giornata per dire che sono in una felice relazione omosessuale». All'epoca Greening incassò anche la risposta dell'allora premier Cameron: «Congratualzioni Justine, è una grande notizia per te».

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