13 Luglio Lug 2018 1243 13 luglio 2018

Sara Buson dietro la scoperta della prima sorgente dei neutrini cosmici

Scienziata padovana, 38 anni, ha studiato in Veneto e lavora come ricercatrice al Goddard Space Flight Center della NASA.

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Sara Buson Neutrini Cosmici Nasa

La scienza, lo ripetiamo spesso, è anche donna. E non per forza è un cervello in fuga. Parla anche italiano infatti l’eccezionale scoperta della prima sorgente di neutrini cosmici provenienti dalle vicinanze di un buco nero in una galassia lontana, annunciata il 13 luglio dalla National Science Foundation (NSF). Uno dei contributi principali alla scoperta viene infatti dalla collaborazione del Fermi Large Area Telescope (LAT) della NASA, nella cui equipe ha un ruolo di primo piano l’astrofisica italiana Sara Buson, che ha analizzato insieme alla collega tedesca Anna Franckowiak i dati raccolti dal telescopio LAT. Dati che sono stati la chiave di volta della scoperta, avendo tracciato il percorso dei raggi gamma che hanno «accompagnato» il lungo viaggio dei neutrini cosmici, rivelando la sorgente che li ha originati.

UNA LAUREA IN ASTROFISICA A PADOVA

Sara Buson, 38 anni, nata a Pernumia in provincia di Padova, si è laureata in Astrofisica all’Università di Padova dove ha poi conseguito il dottorato di ricerca e proseguito la carriera con un post-doc nel mondo dell’astrofisica delle alte energie. Al momento di decidere quale percorso di studi intraprendere, se Fisica o Astronomia, la scienziata veneta ha raccontato di aver optato per la scelta più pragmatica: «Male che vada un lavoro fuori dall’accademia si trova più facilmente con una laurea in Fisica che con una in Astronomia».

RICERCATRICE ALLA NASA

Oggi Sara lavora come ricercatrice al Goddard Space Flight Center, centro NASA con sede a Greenbelt, nel Maryland, collaborando con il gruppo Fermi-LAT, ed è una dei quattro mila scienziati italiani che lavorano in Nord America che la fondazione ISSNAF rappresenta e promuove. Nel 2017 è stata selezionata fra i 16 ricercatori italiani under 40 finalisti agli ISSNAF Awards, i premi annuali che vengono consegnati all’ambasciata italiana a Washington.

ORGOGLIO ITALIANO

«L’eccezionale scoperta annunciata da NSF e NASA, che è simile per importanza alla cattura del primo segnale di onde gravitazionali annunciata nel febbraio 2016», ha commentato il presidente della fondazione ISSNAF, «è il frutto di una collaborazione fra ricercatori di altissimo livello originari di tanti Paesi come Francia, Germania, Giappone, Svezia, Usa e Italia. Siamo particolarmente orgogliosi che un ruolo di primo piano dietro questa scoperta sia stato giocato dall’astrofisica italiana Sara Buson, le cui doti abbiamo conosciuto lo scorso anno alla fase finale degli ISSNAF Awards. Come ISSNAF continueremo a promuovere ponti fra i «cervelli» di talento in Italia, negli Stati Uniti e in Canada».

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