6 Luglio Lug 2018 1235 06 luglio 2018

Emma Muscat, da Malta ad Amici: «Ora resto qui»

La cantante ci ha raccontato gli esordi sull'isola, il nonno pianista, l'affetto per i fan con cui comunica su Instagram. «Forse un giorno scriverò qualcosa in italiano». L'intervista.

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Emma Muscat Amici 2018

Quella di Emma Muscat, nata e cresciuta a Malta, rivelazione dell'edizione 2018 di Amici, è una famiglia di pianisti. Il nonno suonava il pianoforte. La madre pure. Difficile immaginarla con un violino in mano, anche se assicura: «I miei genitori mi avrebbero appoggiata ugualmente, anche se il mio modo di fare e scrivere musica sarebbe stato molto diverso». Nessun colpo di testa comunque. Emma Muscat, oggi 18 anni, strimpella sul pianoforte da quando ha cinque anni. Insegnamento classico, il più duro, ma anche il più completo. Sempre a cinque anni, ha iniziato anche a cantare, e non ha più smesso. La sua prima incisione è arrivata quando ne aveva 14, assieme al chitarrista e produttore Keith Kiko Muscat: la cover di I Aint Got You di Alicia Keys, la sua cantante preferita assieme ai Coldplay. A 16 anni ha collaborato su un remix di Calvin Harris assieme al fratello Kurt, deejay, a conferma che la loro è una famiglia di artisti. Nello stesso anno, il 2016, ha scritto la sua prima canzone: Alone, con cui ha scala le classifiche di Malta, raggiungendo la vetta a inizio 2017.

IL DISCO MOMENTS IN USCITA IL 6 LUGLIO

Bionda, occhi azzurri, bellissima, come artista ha iniziato a viaggiare, esibendosi in Italia e in Inghilterra, partecipando a molti festival tra cui Isle of Mtv Malta. Ma è attraverso la 17esima edizione di Amici che la sua popolarità è esplosa. I follower su Instagram sono passati da circa 9 mila a oltre 20 mila in appena tre giorni, e oggi superano i 650mila. Eliminata in semifinale, ha vinto ugualmente la sua finalissima personale firmando un contratto con la Warner Music per un disco, Moments, in uscita il 6 luglio: «La mia musica mi permette di parlare di me, quasi tutte le canzoni sono legate a un momento speciale della mia vita, poterlo fare in questo disco è stato un privilegio, un onore, oltre che bellissimo», spiega a LetteraDonna.

DOMANDA: Possiamo dire quindi che per te suonare e cantare è terapeutico?
RISPOSTA:
Forse sì. Esprimere se stessi e i propri sentimenti attraverso il canto non è cosa da tutti. Sono fortunata, anche perché il palco è probabilmente il luogo dove mi sento in assoluto più a mio agio.

D: Più dello sgabello del pianoforte che suonavi a casa quando eri piccolina?
R:
Decisamente. Le lezioni erano molto dure ma mi sono servite, la base classica è indispensabile, me lo ripeteva sempre mio nonno. Ora lui ha smesso, ha 75 anni, ma è in assoluto uno dei più bravi pianisti di Malta di tutti i tempi. Anche mia madre suona il pianoforte, mi ha sempre spronata tanto.

D: Anche lei con Mozart, Beethoven e Schubert?
R:
In realtà suonava per me le canzoni della Disney e io ho sempre provato a cantare assieme a lei. Aladdin, ad esempio, ma anche pezzi dai vari musical, dal Fantasma dell’Opera alla Bella e la Bestia.

D: Ricordi la prima volta in cui hai messo le mani su un pianoforte?
R: Eravamo a casa, avrò avuto cinque anni. Sono andata davanti al piano e ho provato a suonare: Happy Birthday. Non conoscevo gli accordi, ovviamente ho sbagliato la scala ma l’orecchio già c’era. Ricordo questo.

D: Torniamo all’album: sono sei brani, compreso il tuo primo singolo, Alone.
R: Come è anche intuibile, l’ho scritta in un momento in cui mi sentivo molto sola. Che poi non era vero, perché la mia famiglia mi è sempre molto vicina, ed è proprio per questo che era un periodo molto difficile per me. Quasi come se il mondo mi fosse crollato addosso.

D: Amore?
R:
In realtà Alone parla di amicizia. Avevo perso un’amica a cui ero molto legata. Di amore, anzi di una mancanza di amore, parlo in Without You, un brano che ho scritto nel 2017. Gli altri invece sono tutti brani inediti, al cui centro ci sono sempre i sentimenti. Dall’amore vero e felice alla sua fine. Dall’amicizia vera a quella falsa. Sono tutte esperienze della mia vita che, attraverso il disco, posso condividere con tante altre persone, della mia età ma non solo.

D: Apriamo una parentesi sui tuoi fan in Italia, allora. Fuori, finita questa intervista, ci sono una trentina di ragazzine che ti aspettano. Come stai costruendo il tuo rapporto con loro?
R:
Beh, senza di loro non sarei qui. Mi hanno sempre sostenuto. Lo apprezzo tanto e non me l'aspettavo, essendo straniera. A me in generale piace avere contatti con loro. Nella musica, ma anche nel mio quotidiano. E infatti su Instagram e su Twitter (quasi 18 mila follower, ndr) cerco di condividere con loro tutti i miei momenti della giornata.

D: Torniamo all’album. Il nome del disco Moments, è anche una canzone.
R:
Racconta della fine di un amore, l’ho scritta durante gli ultimi mesi del rapporto. Per me una canzone molto importante, ci ho messo dentro davvero tutta me stessa.

D: Qualcosa di più allegro?
R:
Diciamo che tra i brani più leggeri c’è Dead Man Walking.

D: Dal titolo non si direbbe.
R:
Però è così. Sempre di amore si parla, ma ai tempi del web. Racconto di un ragazzo che ci prova su internet con una ragazza già fidanzata.

D: E in questo triangolo, chi è che interpreta il 'Dead Man Walking'?
R:
Purtroppo per lui, il fidanzato. E ho detto tutto…

D: Raccontaci della tua esperienza ad Amici. Hai iniziato nel dicembre 2017, a programma già iniziato. In verità avevi provato a entrare fin dall’inizio…
R:
E non mi hanno presa! Ero molto dispiaciuta, come tutti volevo entrare e fare parte del cast dalla primissima puntata. Sentivo che sarebbe stata l’occasione della mia vita, e averla mancata mi aveva un po’ tolto le speranze. Così sono tornata a Malta e ho iniziato l’università. Poi a dicembre mi hanno chiamato per sfidare una concorrente e ho capito che se avessi accettato, avrei dovuto cambiare tutta la mia vita. È stata una scelta importante.

D: Non è stata facile. Quando hai fatto il tuo esordio i ragazzi hanno subito commentato: «Dai, è solo bella». E c’è anche chi ti ha accusato di essere troppo chiusa, di non esserti aperta abbastanza.
R:
Quando sono entrata nella scuola ero molto timida. Avevo paura di tirare fuori quello che avevo dentro. Poi però sono cresciuta, grazie soprattutto ai consigli di Paola Turci, che mi ha insegnato tanto. Mi ha spiegato di non prendere le cose troppo seriamente perché io tendo un po’ a vedere il mondo come se fosse «Vita o morte». Ho scoperto cose di me sconosciute. Ora sono molto più matura rispetto a quando sono entrata, un’esperienza formativa, senza dubbio.

D: Perché hai scelto l’Italia? Avevi qualche legame?
R:
Malta è un’Isola molto piccola, e resta casa mia perché lì vive la mia famiglia. Non ci sono tante opportunità nonostante l'isola ospiti spesso grandi concerti. Ho iniziato suonando e cantando in alberghi e ristoranti. Ho colto l'opportunità di Amici , che a Malta è molto seguito, perché per noi l’Italia è vicina. Riceviamo qualche vostro canale televisivo, ci sono tante persone che parlano l'italiano. Ho provato, è andata bene. Spero che vada bene per tanto tempo. Di sicuro non sto pensando di tornare a casa. Per adesso voglio stare qui. Chissà, magari nel futuro scriverò qualcosa anche in Italiano.

D: Ti piace la musica italiana?
R:
Sicuramente è speciale. Molto diversa da quella inglese, mi piacciono tutte e due. La lingua italiana ha un suono differente, fatto di molte vocali, il contrario di quella inglese piena di consonanti. Al momento sto cercando di imparare ritmo e rime. Ma è diverso anche il respiro, il timbro della voce, quasi tutto insomma.

D: Cosa ascolti per rilassarti?
R:
Amo ogni genere musicale, in particolare l’R&B, Alicia Keys, e i Coldplay, i più bravi al mondo.

D: Dal 6 al 24 luglio incontrerai i tuoi fan nelle principali città italiane da nord a sud. Prevedi un tour live?
R:
Sarebbe bello. Vedremo. Suonare il piano e cantare è la prima cosa che ho fatto nella mia vita, trovarmi sul palco sarebbe un’emozione. È dove vorrei stare in ogni momento della mia giornata.

D: È vero che sei una perfezionista, e che a volte esageri?
R:
Sì, è così. VIo voglio avere tutto sotto controllo, che tutto sia perfetto. Gli accordi, la voce, ogni produzione deve passare da me prima che esca. Non sempre è una cosa buona. Perché quando ho una deadline e non ho abbastanza tempo… Come dite in italiano I become crazy?

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