12 Giugno Giu 2018 1514 12 giugno 2018

Sei ricercatrici italiane premiate con le borse di studio L'Oreal-Unesco

Studiano dalle onde gravitazionali alla fotosintesi alle malattie autoimmuni. E sono tutte under 35. L'appello di una di loro: «Non costringeteci più a scegliere tra famiglia e carriera».

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Premio Oreal Unesco Donne Scienza

Daniela studia i colori degli artisti preistorici per ricostruire l'origine del pensiero simbolico. Maria progetta una 'pelle' più sensibile per i rivelatori di onde gravitazionali provenienti dallo spazio. Margherita vuole battere l'efficienza della fotosintesi delle piante per produrre energia pulita. Gabriella studia la sicurezza dei farmaci nei bambini con artrite reumatoide. Giulia cerca i bersagli molecolari alla base delle malattie autoimmunitarie. Gloria vuole trovare le molecole nel sangue che causano recidive nei tumori rari.
Sono giovani, curiose, innovative, e pronte a spostare ogni giorno più in là il confine della conoscenza: sono le sei ricercatrici under-35 vincitrici della 16esima edizione del Premio L'Oreal Italia e Unesco per le Donne e la Scienza. Esperte di archeologia, ingegneria, fisica, medicina, biologia e nuovi materiali, che potranno contare su una borsa di studio da 20 mila euro ciascuna per portare avanti le proprie ricerche in Italia.

Facciamo le congratulazioni alle 6 vincitrici italiane di L'Oréal-UNESCO For Women in Science 2018. Sono: Gabriella...

Geplaatst door Commissione Nazionale Italiana Unesco op maandag 11 juni 2018

DAL 2002 PREMIATE 82 ECCELLENZE

Il premio, come ha ricordato il presidente e amministratore delegato di L'Oreal Italia Francois-Xavier Fenart, «dal 2002 ad oggi è andato a 82 giovani eccellenze in rosa», spesso aiutandole a ritornare a lavorare in Italia. Quest'anno è accaduto alla biotecnologa Giulia Pasqual, che dopo aver lavorato presso il Mit di Boston e la Rockfeller University di New York, approda all'Università di Padova per cercare i bersagli molecolari alla base di malattie autoimmuni come il diabete e la sclerosi multipla. Curricula ricchi di esperienze all'estero anche per le altre ricercatrici, che proseguiranno i loro studi già avviati in Italia.
Gabriella Giancane, esperta in reumatologia pediatrica, lavorerà all'Istituto Gaslini di Genova per studiare la sicurezza dei farmaci nei bambini con artrite reumatoide. Margherita Maiuri, ingegnere fisico, continuerà a lavorare al Politecnico di Milano per produrre energia pulita con una fotosintesi artificiale più efficiente di quella delle piante. Maria Principe, ingegnere, lavorerà al Centro studi e ricerche Enrico Fermi di Roma per sviluppare nuovi materiali che rendano più sensibili i rivelatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo. Gloria Ravegnini, biotecnologa, sarà all'Università di Bologna per trovare le molecole nel sangue che causano recidive nei tumori rari. Daniela Rosso, esperta di preistoria, studierà all'Università di Ferrara l'uso dei primi pigmenti all'origine del pensiero simbolico.

«NON VOGLIAMO SCEGLIERE TRA FAMIGLIA E CARRIERA»

Una premiazione che si è trasformata anche in uno spunto di riflessione sulle difficoltà delle donne: «Basta dover scegliere tra famiglia e carriera», è l'appello che ha lanciato Giulia Pasqual, 34anni, una laurea in Biotecnologie mediche all'università degli Studi di Padova, in occasione della cerimonia di consegna. «La carriera accademica trova gli anni cruciali nell'età che va dai 30 ai 35 anni, in coincidenza con quella fertile. Tutti i maggiori organi che finanziano la ricerca europea hanno deciso di estendere la scadenza per fare domanda di sostanziosi fondi di 18 mesi per ogni figlio di ogni ricercatrice», ha sottolineato. «Questo non sempre succede per quelli italiani ed è un peccato perché il regolamento potrebbe essere facilmente cambiato. In questo modo una donna non si troverebbe di fronte a un ulteriore ostacolo», quello cioè di «dover scegliere se fare un figlio o proseguire nella carriera».

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