Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

31 Maggio Mag 2018 1345 31 maggio 2018

Chi è Lucia Evans, una delle donne che ha fatto incriminare Weinstein

Di origini italiane (il suo vero cognome è Stoller), ha raccontato di essere stata violentata dal produttore cinematografico nel 2004.

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Lucia Evans Harvey Weinstein

Incriminato per stupro e molestie sessuali: è la decisione assunta da un gran giurì riunito a New York per Harvey Weinstein, il produttore cinematografico accusato da decine di donne. Due, però, sono quelle le cui accuse lo hanno portato all'arresto. Una, violentata nel 2013, è rimasta anonima; l'altra è Lucia Evans, una ex aspirante attrice di origini italiane (il suo cognome d'origine è Stoller) che sarebbe stata violentata da Weinstein nel 2004.

L'INCONTRO NEL 2004

Oggi Lucia Evans ha 34 anni, lavora come consulente di marketing ed è un'esperta di storytelling. Ma una quindicina d'anni fa voleva seguire la strada dello spettacolo. E chissà che non sia stato proprio il presunto incidente del 2004 ad annientare quel sogno. Lucia Evans è stata una delle prime donne a raccontare la propria esperienza con Harvey Weinstein nell'inchiesta di Ronan Farrow per il New Yorker. Weinstein le si avvicinò in un club, chiedendole il numero di telefono. Evans aveva già sentito qualche voce negativa sul produttore, ma voleva entrare nello showbusiness e quindi gli diede il suo numero.

LO STUPRO E IL TRAUMA

Qualche giorno dopo, un'assistente di Weinstein la chiamò per fissare un appuntamento. A Lucia venne detto che ci sarebbe stata anche una responsabile dei casting: la supposta presenza di una donna rassicurò la giovane aspirante attrice. Quando però arrivò negli uffici di Weinstein, si ritrovò da sola con lui. Il produttore le illustrò qualcuno dei suoi progetti in corso e poi, secondo la testimonianza, la stuprò, costringendola a praticargli sesso orale. Lucia Evans ha raccontato di non aver avuto la forza di affrontare Weinstein fisicamente (che è un uomo corpulento e imponente): tra gli strascichi psicologici della violenza, questo è quello che le ha impedito di sentirsi in pace con se stessa, portandola anche ad avere disordini alimentari. All'epoca Lucia Evans frequentava il college: le sue compagne di stanza le consigliarono di andare da un terapeuta, perché temevano che avrebbe finito per uccidersi.

LA DENUNCIA

Di recente, il New Yorker ha raccontato anche come la storia di Lucia Evans ha potuto condurre all'incriminazione di Weinstein. Dopo la pubblicazione della sua storia, i detective della polizia si mossero subito per spingere Evans a sporgere una denuncia penale. Ritenevano, infatti, che la sua storia non solo fosse credibile, ma che ci fossero anche numerose prove a corroborarla. Ciò che spinse Evans ad agire, fu l'idea che Weinstein, senza un'accusa forte come la sua, avrebbe potuto cavarsela. La decisione non fu semplice, perché Evans non aveva idea dell'impatto che una decisione simile avrebbe potuto avere sulla sua vita, costringendola tra le altre cose a rivivere il trauma di quell'incontro. Ma, dopo numerose notti insonni, prese una decisione. E se abbiamo potuto vedere Weinstein in manette, il merito è anche suo.

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