30 Maggio Mag 2018 1650 30 maggio 2018

Chi era Veronica Guerin, la giornalista uccisa dalla criminalità irlandese

Con le sue inchieste svelò i giri del narcotraffico che avvelenava l'isola.

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Veronica Guerin Giornalista

Cercarono di intimorirla sparandole a una gamba, ma l'amore per la verità di Veronica Guerin era più forte. D'altronde, raccontare i fatti così come stavano era l'unico modo che conosceva (ma ne esiste forse un altro?) per fare onore al mestiere che si era scelta, quello di giornalista. E così morì, Veronica Guerin: uccisa a colpi di pistola da due sicari in motocicletta, mentre seduta nella sua Opel aspettava che il semaforo diventasse verde. Il mandante era John Gilligan, boss del narcotraffico di Dublino di cui nessuno sapeva nulla. Ma Guerin aveva intuito, e si era messa a scavare.

DA PR A GIORNALISTA

Nata nel 1958 e con un passato da poliedrica sportiva di buon livello (fece parte delle nazionali femminili di calcio e basket), Veronica non intraprese da subito la strada del giornalismo. Studiò da contabile e dedicò i primi anni di carriera alle pubbliche relazioni. Solo nel 1990, pian piano, era scivolata verso il mestiere di reporter. E ci mise poco a farsi notare. Aveva un fiuto invidiabile per le notizie, capiva subito dove bisognava andare a ficcare il naso per scovare qualcosa di losco. L'ambito in cui si muoveva, per lei, non faceva differenza: poteva essere la finanza o la criminalità, sapeva sempre quali domande porre e a chi pestare i piedi. Nel 1995, dopo appena cinque anni di carriera, si apprestava a seguire la pista più pericolosa: quella del narcotraffico.

GAMBIZZATA

L'Irlanda aveva un grosso problema di droga, negli Anni '90. Veronica Guerin capì che se la droga finiva nelle strade, qualcuno doveva mettercela, lucrandoci molto. Così, con pazienza, si mise a indagare, appoggiandosi ad alcuni agenti che la informavano da dentro la polizia, ma anche a degli informatori del mondo criminale. Ci mise poco a incrociare la strada di John Gilligan: quell'uomo che si dichiarava nullatenente conduceva una vita tra fin troppi lussi. E, come lui, tutti i boss della cupola criminale. La reazione fu feroce: il 30 gennaio 1995, un uomo si presentò alla sua porta, e le sparò alla gamba.

IRLANDA SOTTO CHOC

Era solo la prima intimidazione. Ma Veronica non si piegò: tirò dritto. Sorpresa, scioccata, ma ancora più determinata. Al punto di andare, nel settembre del 1995, direttamente a casa di Gilligan, per intervistarlo. Colto di sorpresa, il criminale reagì con una ferocia inusitata e la picchiò selvaggiamente. Veronica lo denunciò. Mancavano nove mesi all'agguato che l'avrebbe uccisa, il 26 giugno 1996. Quel giorno l'Irlanda si fermò, incredula. La giustizia reagì con un'ondata di arresti che fece scappare all'estero molti dei signori della droga. Gilligan finì in carcere. Veronica divenne un simbolo. A molti piace dire che non si sia sacrificata invano.

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