Elezioni 2018

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28 Maggio Mag 2018 1215 28 maggio 2018

Chi è Barbara Lezzi, ministra mancata del governo Conte

L'esponente del Movimento 5 Stelle sarebbe stata responsabile del dicastero per il Sud Italia.

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Barbara Lezzi Lista Ministri Conte

Sarebbe stata ministra per il Sud; e invece niente da fare per Barbara Lezzi. Non per il momento, almeno, e sicuramente non nel governo Conte, morto e sepolto prima ancora di nascere a causa dell'intransigenza di Lega e Movimento 5 Stelle, indisponibili ad accogliere i dubbi di Mattarella sul ministro dell'Economia designato, il controverso euroscettico Paolo Savona. Ma dicevamo di Barbara Lezzi. È stato un infervorato Luigi Di Maio a farne il nome, svelando la lista di ministri del governo Conte che più non sarà: leccese, grillina della prima ora che dopo qualche incidente di percorso è tornata pienamente tra le grazie di Casaleggio e degli elettori grillini.

PORTABORSE E PARENTOPOLI

Due gli inciampi che più si ricordano. Prima di tutto venne, nel 2013, la nomina della figlia del fidanzato come portaborse. Proprio lei, tra ben 20 mila candidati. Le giustificazioni, riportate da l'Espresso, suonarono all'epoca come la più classica delle arrampicate sugli specchi: «Io non convivo con il padre: sono molto tranquilla a dirla questa cosa. Io tra l'altro ho assunto non il padre, ma la figlia, che è una ragazza laureata in Economia, e io sono vicepresidente della commissione Bilancio…». Ma furono in molti, nel Movimento, a evocare lo spettro di una Parentopoli che sembrava macchiare quell'idea di diversità che avrebbe dovuto distinguerli da tutte le altre forze politiche. Altri tempi.

LA MULTA PER RIMBORSOPOLI

Il secondo inciampo riguarda invece lo scandalo Rimborsopoli, fatto detonare da Le Iene nel febbraio 2018. Come riassume Next Quotidiano, a Lezzi venne contestato il mancato pagamento di un bonifico di restituzione da 3.500 euro. Lei si giustificò dicendo che era stata la banca a rifiutarle il bonifico, mentre la stessa banca ha spiegato che quel bonifico era stato revocato. Non la migliore delle figure, ma Luigi Di Maio fu clemente: una multa e via. Nuova candidatura alle elezioni del 4 marzo, e vittoria all'uninominale al senato in Puglia. Destando molto scalpore per aver sconfitto nient'altri che Massimo D'Alema.

«IL CALDO FA CRESCERE IL PIL»

Eppure, al netto di tutto questo, c'è qualcosa in Barbara Lezzi che l'ha sempre fatta apprezzare anche ai media tradizionali, solitamente più invisi ai 5 Stelle. Lo spiegava David Allegranti sul Foglio, parlando non senza ironia di «talento politico purissimo», e inanellando con mansueta ferocia una serie di critiche alla multispecializzazione della grillina, pronta a discettare di qualsiasi tema e, quindi, a prendere qualche solenna cantonata in nome di qualche like in più: dalla convinzione di poter ridurre il numero di parlamentari senza passare dalla riforma della Costituzione, alla teoria economica (chissà che ne pensa Savona) secondo cui il Pil nel secondo trimestre 2017 era cresciuto a causa del caldo. Su Cinquantamila, invece, viene ricordata principalmente per aver chiesto e ottenuto l'apertura di una nursery in Senato, «per allattare e cambiare i pargoli».

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