21 Maggio Mag 2018 1910 21 maggio 2018

Chi è Loujain Alhathloul, l'attivista saudita che fa paura a re Salman

L'hanno arrestata perché si è battuta per il diritto di guida per le donne.

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Loujain Alhathloul

Con una mano dà, con l'altra toglie: la rivoluzione di Salman, il re dell'Arabia Saudita che da mesi sta sbandierando la concessione di diritti basilari alle donne del suo Paese, sta mostrando il suo lato più oscuro. Quando manca all'incirca un mese dal momento in cui le donne potranno finalmente guidare, le autorità hanno deciso di arrestare alcune attiviste che per ottenere quel diritto si sono battute per anni. Tra di loro c'è una delle donne che nel 2015 è stata considerata la terza più influente del mondo arabo: Loujain Alhathloul, 29enne saudita che con le sue battaglie ha pestato i piedi più volte alle autorità saudite.

RIVOLUZIONARIA DA SOCIAL

Le varie analisi interpretano l'arresto di Loujain Alhathloul come un avvertimento: guai alle attiviste che hanno intenzione di promuovere le nuove concessioni come dei loro successi. Solo e unicamente il re ne va considerato fautore. Eppure qualcosa ci dice che senza Loujain Alhathloul tutto questo non sarebbe stato possibile. Perché, grazie ai social media, la donna ha acquisito un seguito molto esteso tra le donne dell'Arabia Saudita. A guidare, lei, ci aveva già provato nel 2014: era partita dagli Emirati Arabi Uniti e aveva provato a passare il confine al volante. La fermarono, e le fecero fare 73 giorni di carcere. Una brutta esperienza? Sì, ma in un'intervista al Financial Times ne ha voluto sottolineare il lato positivo: «Un'opportunità unica di conoscere delle donne che non sono riconosciute».

IL SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA

Quando Salman ha annunciato che avrebbbe rimosso il divieto di guida per le donne, Loujain Alhathloul è stata messa in guardia: ma persino un innocuo tweet, «Lode a Dio», le è valso un ammonimento. Il potere maschile dell'Arabia Saudita teme Loujain, teme il seguito che ha (300mila follower su Twitter), teme la sua caparbietà e la sua capacità di reagire anche nelle situazioni più difficili (la storia della prigione è emblematica). Nella sua battaglia, la famiglia la sostiene: il padre, che è un ufficiale di marina, ha filmato la tentata incursione automobilistica. Ma al di là delle azioni dimostrative, quello che preme Loujain Alhathloul è ritrovare un'identità di cui le donne saudite sono state spogliate e deprivate.

FINTE LIBERTÀ

Quello che è riuscita a fare Loujain Alhathloul, è riunire le voci di numerosissime donne intorno a sé, mentre come lei stessa spiegava sul finire del 2017, le azioni delle donne saudite erano sempre state isolate, senza mai riuscire a farsi movimento. Sempre nel 2017, Loujain è stata nuovamente arrestata, non è chiaro per quale motivo. Ma è chiaro che l'intento è intimorirla: e questo fa riflettere sui reali obiettivi del governo saudita, che evidentemente vuole sì concedere alle donne dei diritti, ma a determinate condizioni. Una libertà controllata, per impedire alle donne saudite di trovare se stesse. Ma Loujain Alhathloul non ci sta. E siamo certe che non ci starà mai.

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